Schultz è il candidato che sfida la Merkel

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Martin Schulz sfiderà Angela Merkel alle prossime elezioni in Germania. Il presidio del Partito socialdemocratico tedesco (Spd) lo ha nominato all’unanimità presidente del partito e candidato alla cancelleria. Una scelta annunciata, dopo che il 24 gennaio il vice-cancelliere Sigmar Gabriel aveva ritirato la sua candidatura. I socialdemocratici vedono in Schulz quel rinnovamento a lungo auspicato, dopo anni di ‘Grosse Koalition‘ in cui l’Spd  ha fatto da comprimaria ai tre governi Merkel. Il neo-candidato, ha chiaramente detto di correre “per diventare cancelliere” e non per diventare il nuovo vice della leader dell’Unione cristiano-democratica (Cdu).
Sarà quindi lui lo sfidante della Merkel: una decisione formalizzata il 19 marzo, nel corso di un congresso speciale del partito. “Se ora mi presento fallisco io, e con me l’Spd. Martin Schulz ha più chance alle elezioni” – aveva spiegato l’ormai ex presidente dei socialdemocratici – “Tutti i sondaggi hanno mostrato che gli elettori non vogliono più una grande coalizione, ma nella testa delle persone io sono proprio quella. Ecco perché Schulz è l’uomo giusto”.
Dall’annuncio, l’Spd ha già segnato 500 nuovi tesseramenti, e il Politbarometer della Zdf, rete pubblica tedesca, vede il partito aumentare di tre punti e passare al 24% dei consensi; la CDU di Angela Merkel, al 36%; mentre perde due punti l’Alternative für Deutschland (Afd). Per Schulz quindi la rimonta sulla sua sfidante si annuncia impervia, ma può contare sulla popolarità di cui gode la sua figura.
Il neo-candidato dell’Spd si mostra sicuro: “Voglio diventare cancelliere – ha detto nell’intervista a Der Spiegel – lavoro con Angela da così a lungo come nessun altro al di fuori del suo partito, ho potuto studiarla e l’ho conosciuta”. La Bild lo definisce: “I suoi punti di forza sono empatia e parole chiare, caratteristiche che l’attuale cancelliera non possiede. L’euforia della scelta di Schulz, è dalla convinzione di molti che il neo-candidato possa essere un’alternativa alla Grosse Koalition. In realtà non ha ancora dimostrato un riposizionamento, magari proponendo l’alleanza con dieLinke, come avviene alle elezioni regionali.
Un riposizionamento conservatore prosegue nella Cdu, testimoniata dal ministro dell’Economia, Wolfgang Schäuble, che ha parlato di “errori” della Germania con la politica ‘delle porte aperte’ che “ha permesso l’ingresso nel Paese di oltre un milione di migranti negli ultimi due anni”. Per Schäuble, l’Europa deve acconsentire ad una maggior distribuzione dei migranti all’esterno della Germania. Parole simili all’Afd, che proprio sull’accoglienza aveva aspramente criticato la Merkel e le politiche del governo.
Martin Schulz sfiderà Angela Merkel alle prossime elezioni in Germania. Il presidio del Partito socialdemocratico tedesco (Spd) lo ha nominato all’unanimità presidente del partito e candidato alla cancelleria. Una scelta annunciata, dopo che il 24 gennaio il vice-cancelliere Sigmar Gabriel aveva ritirato la sua candidatura. I socialdemocratici vedono in Schulz quel rinnovamento a lungo auspicato, dopo anni di ‘Grosse Koalition‘ in cui l’Spd  ha fatto da comprimaria ai tre governi Merkel. Il neo-candidato, ha chiaramente detto di correre “per diventare cancelliere” e non per diventare il nuovo vice della leader dell’Unione cristiano-democratica (Cdu).
Sarà quindi lui lo sfidante della Merkel: una decisione formalizzata il 19 marzo, nel corso di un congresso speciale del partito. “Se ora mi presento fallisco io, e con me l’Spd. Martin Schulz ha più chance alle elezioni” – aveva spiegato l’ormai ex presidente dei socialdemocratici – “Tutti i sondaggi hanno mostrato che gli elettori non vogliono più una grande coalizione, ma nella testa delle persone io sono proprio quella. Ecco perché Schulz è l’uomo giusto”.
Dall’annuncio, l’Spd ha già segnato 500 nuovi tesseramenti, e il Politbarometer della Zdf, rete pubblica tedesca, vede il partito aumentare di tre punti e passare al 24% dei consensi; la CDU di Angela Merkel, al 36%; mentre perde due punti l’Alternative für Deutschland (Afd). Per Schulz quindi la rimonta sulla sua sfidante si annuncia impervia, ma può contare sulla popolarità di cui gode la sua figura.
Il neo-candidato dell’Spd si mostra sicuro: “Voglio diventare cancelliere – ha detto nell’intervista a Der Spiegel – lavoro con Angela da così a lungo come nessun altro al di fuori del suo partito, ho potuto studiarla e l’ho conosciuta”. La Bild lo definisce: “I suoi punti di forza sono empatia e parole chiare, caratteristiche che l’attuale cancelliera non possiede. L’euforia della scelta di Schulz, è dalla convinzione di molti che il neo-candidato possa essere un’alternativa alla Grosse Koalition. In realtà non ha ancora dimostrato un riposizionamento, magari proponendo l’alleanza con dieLinke, come avviene alle elezioni regionali.
Un riposizionamento conservatore prosegue nella Cdu, testimoniata dal ministro dell’Economia, Wolfgang Schäuble, che ha parlato di “errori” della Germania con la politica ‘delle porte aperte’ che “ha permesso l’ingresso nel Paese di oltre un milione di migranti negli ultimi due anni”. Per Schäuble, l’Europa deve acconsentire ad una maggior distribuzione dei migranti all’esterno della Germania. Parole simili all’Afd, che proprio sull’accoglienza aveva aspramente criticato la Merkel e le politiche del governo.
-Compagno Emanuele

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