Olanda, Elezioni: vince il Partito liberalconservatore

RUTTE
Olanda, Elezioni: la destra liberale del «Volkspartij voor Vrijheid en Democratie» vince con il 21% dei voti, i nazionalisti del «Partij voor de Vrijheid» ottengono il secondo posto col 13%, crolla il Partito Laburista, salgono i Verdi
E’ un Paese eurocentrico quello che ha votato ieri la Camera Bassa degli Stati Generali d’Olanda: si vede infatti vincitore il partito di destra liberale di Mark Rutte col 21,2%, seguito dal discusso partito nazionalista di Geert Wilders con appena il 13,1%. Tuttavia, il leader del Partito per la Libertà si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto, anche a discapito della potenza mediatica che lo ostacolava, ed ora può seriamente infastidire il VVD, che per ottenere il governo deve andare oltre allo storico appoggio dei Laburisti, crollati per fronteggiare la ‘Minaccia Populista’ presentata dal PVV, che quindi hanno attuato una propaganda di stampella del partito liberalconservatore. Rutte cercherà probabilmente l’appoggio dei democristiani del CDA (Christen Democratisch Appèl), che sono sotto al PVV di solo  un punto percentuale, e del liberale progressista D66 (Democraten 66), che ha ottenuto un 12,1%.
I leader europei si sono subito congratulati con Rutte, per il mantenimento del governo per il terzo mandato, di cui ha rafforzato la posizione grazie alla politica dura intrapresa con la Turchia e ad un incidente diplomatico che si protrarrà a lungo, fra illazioni di nazismo da parte di Erdogan e una decisione di antislamismo intrapresa dai liberalconservatori. La visione di un ‘uomo forte’ ha incentrato l’operazione di politica estera sul VVD, che infatti tiene il governo, a discapito dello scalpore schiamazzante dei media sulla controversa figura di Geert Wilder, che, secondo i sondaggi, sarebbe stato in vantaggio fino alla comparsa della questione diplomatica con la Turchia.
La situazione della ‘sinistra’ vede soprattutto la grande sconfitta del socialdemocratico Partij van de Arbeid (partito del lavoro), da 29 del 2012 a 9 seggi di oggi, che ha tenuto una linea troppo liberale e affiliata al VVD e al centro, punendolo per la sua mancanza di serie politiche sociali e per un’austerità che ha agevolato l’arricchimento dell’alta borghesia olandese, diffondendo il malcontento nella popolazione proletaria che invece ha agevolato il boom dei GroenLinks, che diventano il primo partito di ‘sinistra’ col 9% dei voti e 14 seggi. Il Socialistische Partij, di orientamento socialista dopo aver abbandonato il MarxismoLeninismo nel 1991, ha ottenuto un grande risultato con 15 seggi negli StaatenGeneraalen, manenendo il proprio peso politico dalle elezioni scorse del 2012, e superando per la prima volta il PvdA, e ottenendo una maggior importanza nell’opposizione al governo liberale, che lascia dunque una storica alleanza con i populisti del PVV.
-Compagno Emanuele

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