7 mag 2016 muore Margot Feist: La coniuge Honecker ci lascia dopo una vita di lotta

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Muore esattamente un anno fa Margot Feist, storica coniuge del presidente della DDR Erich Honecker nata nel 17 aprile 1927.
Una delle donne che hanno avuto influente ed ufficiale potere nei governi al di là della cortina di ferro, prima come ministro della cultura e poi anche come consorte del Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca.
Umile figlia di un calzolaio ed una operaia, la cui madre morì quand’era tredicenne, nel ’45 s’iscrisse al partito comunista diventando una promettente personalità politica nella gioventù comunista e all’età di 22 anni è il membro più giovane del parlamento.
Iniziata poi una relazione clandestina con Erich Honecker, si sposerà con lui diventando la sua terza consorte e rimarrà con lo sposo fino alla fine della vita di quest’ultimo.
Figura femminile decisa e poco tendente ai giri di parole, conosciuta come “drago viola” nell’est e nella sua variante occidentale di “strega viola” per via del colore dei suoi capelli e la sua visione fortemente marxista-leninista.
Lontana anni luce dal ruolo diffusamente interpretato da oriente ad occidente della “First Lady” che primeggia per un mero ruolo casuale di sposa di un qualche figura eminente della società, anzi proprio aspra critica di questo tipo di personaggi, Margot è proprio l’incarnazione della donna fatta da sé, la rappresentazione di una sano e forte femminismo. Femminismo non borghese e pidocchioso come quello largamente offerto dalla società odierna, il quale come coniugato dell’ideologia capitalista che favorisce le donne di alto livello sociale ma che in primis aliena dalla natura umana e riduce a “cose” tutto: come ci si può sentire donne se non prima umane appieno?
Appunto qui si dimostra una personalità con un tenace carattere e stabilità ideologica: per quanto, come il marito, aderisse ad un’ideologia che rappresentava il capitalismo di stato e quindi tutti i suoi errori, la Feist ed il compagno rimasero sempre fedeli e accaniti difensori dei loro ideali, tra cui il sostegno allo stato della DPRK, a differenza di moltissimi loro colleghi che, anzi, cambiarono subito schieramento palesando la loro malizia nel sostenere quel tipo di sistema degenerato.
E questo non è tutto.
Così come il marito prima di morire e nel discorso in usa difesa nel processo ( che premise molti degli avvenimenti mondiali che altro non furono che l’imperialismo militare e anche le tormente che avrebbero attraversato la ex DDR), Margot fino alla sua morte con impressionante lucidità ad 89 anni rimase al passo con i tempi e soprattutto in linea con il suo pensiero parlando in modo probabilmente più attuale di molte personalità politiche d’oggigiorno di Europa come intesa capitalista d’imperialismo, analizzando brutalmente e con poche storie il fallimento di Syriza in Grecia e di movimenti simili.
Margot Feist: una moglie fedele al marito quanto alla causa deformata del marito, una persona che però dovrebbe essere sostituire il ruolo di “femministe” rappresentato da alcuni personaggi ambigui ed ignavi di quest’epoca, una persona con sì i suoi limiti ideologici, ma con una serietà politica ed umana inattaccabile, una persona demonizzata e dimenticata dalla società come lo stato per cui ha lottato, “primo stato socialista sul suolo tedesco”…
…Persona che però ad un anno dalla sua morte noi preferiamo non lasciare inconsiderata nel cassetto della storia.
— Compagna Laura

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