LGBT… I(ncesto), N(ecrofilia): Quando il progresso viene ribaltato in regresso

lgbt1.jpg

La più diffusa rivendicazione sui diritti civile di quest’epoca storica è sicuramente quella riguardante le coppie omosessuali e il campo legato ad esse. Nel corso della storia questo tipo di rapporti è presente da millenni e, condannato o accettato dalla società, si è cercato di studiarlo e capirne le origini più o meno scientificamente, ed oltretutto è un comportamento non unicamente esclusiva della specie umana.

Da non molto tempo però, anzi pochissimo, è diventato abbastanza diffuso il rispetto o almeno la non violenza contro questi gruppi, cosa che nel secolo scorso, in via generale, era assolutamente invertita. Lottare per ottenere questi tipi di diritti è stato ed è più che giusto, ma come altri tipi di rivendicazioni di diritti, come ad esempio il femminismo, è assolutamente indispensabile che venga legato ad un’idea di struttura sociale ed economica ben precisa, un’idea che sia stabile e abbia dei paletti fissi e che punti all’abbattimento della forma gerarchica e rigida della società consumistica attuale. Questo non solo per capirne il contesto e la strategia, bensì perché come è accaduto con alcune storie di lotte per diritti civili o di liberazione nazionale, si rischia molto la degenerazione e, in pratica, la perdita morale dei risultati acquisiti.

Un esempio recente si ha avuto di recente in Svezia (Ma anche, forse sorprendentemente, in altri paesi ad esempio in Germania). Solitamente, almeno negli ambienti liberali, si tende a legare i LGBT ad altri tipi di rivendicazioni sessuali talvolta assurde o semplicemente non rilevanti. In pratica idee che fanno parte di una sovrastruttura diversa da quella conservatrice classica, ma cui condivide la struttura: un sistema economico che sia in un caso o nell’altro aliena l’individuo dalla sua natura e veri bisogni.
E questo è il caso di ciò che appunto in Svezia.

La branca giovanile del Partito Liberale Popolare Svedese (LUF) ha votato nella sua riunione annuale una mozione per introdurre nel loro programma la legalizzazione dei rapporti sessuali tra stretti parenti, come ad esempio fratelli, al di sopra dei 15 anni e la proposta di poter dichiarare mentre si è in vita la volontà di lasciare il proprio cadaveri a scopi di necrofilia,considerata da parte del partito al pari di lasciare i propri resti per la ricerca.
La presidente della LUF Cecilia Johnsson ha detto che, per quanto inusuali e ripugnanti ad occhi di alcuni, incesto e necrofilia se illegali non proteggono i diritti di nessuno. Ma ha comunque ribadito che non è in nessun modo nelle basi del loro programma, e che non si aspettano che venga messo in atto a breve termine. Ma che sia la base o no delle loro idee è rilevante fino ad un certo punto, sia perché come detto è un’idea diffusasi altrove e sia per la natura dell’idea,che in questo caso è estremizzata, ma che è la stessa alla base della legalizzazione delle droghe leggere o non e a quelle degli innumerevoli generi.

Il problema è che la libertà personale viene vista dai liberali (e in modo diverso ma non distante dai cosiddetti “neocon”) nel contesto di società individuale caratterizzata da un instinto egoista come se ogni individuo fosse separato dal resto del gruppo e non influisse sugli altri.
L’errore in questo ragionamento sta a due livelli subordinati, sempre, e a seconda di ogni caso specifico chi sostiene questa filosofia calca più su uno che sull’altro. È insomma una falla alla base che porta ad un ragionamento errato in più punti.

In primis per quanto in questo periodo storico di competizione si sia appunto sviluppato un istinto estremamente individualista (che non a caso negli ambienti più poveri e sfruttati oppure là dove la globalizzazione non s’è diffusa è meno assente),la natura dell’uomo è un’altra: questo è riuscito sin dall’inizio a vincere ad esempio belve fisicamente molto più forti solo grazie alla forza numerica, che a sua volta ha portato ad uno sviluppo mentale, e civiltà che si sono unite sono riuscite a prevalere sulle piccole tribù o regni. Proprio per questo, la natura dell’uomo è il gruppo, e sia per motivi di logica (si è più forti) sia per natura non si può pensare non esista un vero gruppo tra gli umani. L’altro livello dell’errore sta nel credere che le scelte personali dell’individuo non influenzino il gruppo.
Più specificamente in questo caso, il credere che se qualcuno prenda la scelta di compiere atti deplorevoli sia solo affar suo, ve che non cambi niente:in realtà il permettere ciò, o quasi incitarlo, provoca la diffusione di tali comportamenti.

Ma perché questi comportamenti trattati dai liberali svedesi sono nocivi?

Se l’omosessualità è una cosa in certo modo presente in altre specie animali e che comunque non va a contraddire né a far regredire aspetti psicologici umani (ad esempio i sentimenti, che sono una delle differenze tra l’uomo e gli animali), questo non vale per incesto e necrofilia.

In particolare l’incesto è una pratica dannosa, ma la cosa più rilevante è appunto che non è dannosa per coloro che lo praticano, bensì per i futuri figli di questi rapporti: quindi ecco in un altro modo smentito l’idea che non vada a danneggiare gli altri. Inoltre è contro l’istinto, in quanto la natura, ad esempio nei fiori, ha sviluppato proprio tecniche per evitare ciò, dato che si rischia fortemente di tramandare geni danneggiati e far sì che si esterni la malattia legata a ciò.
È inoltre psicologicamente dannoso, in quanto il legame tra stretti parenti non può coincidere con quello di partner.
E giusto per ricordare le radici delle cose, l’atto dell’incesto era maggiormente praticato nel medioevo per evitare che, nel caso di figlie femmine, l’eredità non andasse ad un’altra famiglia: non è quindi proprio una storia onorevole di progresso e libertà.

Per la necrofilia le motivazioni salutari sono più che ovvie, in quanto il consenso (come ipotizzato dal partito svedese) di certo non può impedire la putrefazione e proliferazione di batteri.
A livello morale va contro anche a quel momento in cui l’uomo si evolse psicologicamente in era preistorica e cominciò a seppellire i cadaveri e a trattarli con rispetto in quanto affezionati, appunto per la coscienza di gruppo dell’uomo.
Quindi questo può essere definibile senza troppi dubbi un disturbo,non evoluzione. Proprio questo bisogna ricordare:
Essere conservatori significa andare contro l’inevitabile evoluzione della società, cercare di aggrapparsi al passato per evitare l’estinzione di qualcosa che ha oramai finito il suo corso.
È un opporsi al progresso umano, all’andare avanti positivo e costruttivo.

Essere progressisti significa invece seguire questa strada, ma trovare questa via è complesso, dato che qualsiasi cosa nuova che riguardi “la libertà” di agire viene dipinta come progresso, e chiunque la contraddica come reazionario.
Ma opporsi a queste concessioni di falsa libertà, concessioni corrosive, serve solo a far credere al popolo di poter acquisire i diritti pacificamente. Ma i veri diritti, quelli al poter sviluppare la propria cultura da qualsiasi ceto sociale si provenga, al poter permettersi “il pane e le rose”, al non venire sfruttato e potere protestare anche solo con le parole e venire ascoltato non li vedremo mai approvati da nessun partito liberale (o conservatore) nella sua riunione annuale.

Questi diritti si conquistano appunto, ancora una volta nella storia, dimostrando che il gruppo abituato a lottare e coeso prevale sugli egoisti di stampo liberista troppo abituati all’egemonia e pace.

Il progresso non si vota in Parlamento, ma si porta nelle strade lottando assieme.

— Compagna Laura

0 Replies to “LGBT… I(ncesto), N(ecrofilia): Quando il progresso viene ribaltato in regresso”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.