L’etica capitalista oggi

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Leggendo questo titolo ci si potrebbe chiedere “Il capitalismo é basato sull’etica?”, lo so, sembra alquanto strano, ma parlando con i liberali/liberisti ci si accorge che essi credono di essere nel giusto sul piano morale. Il liberale medio crede che ognuno meriti ciò che ha e che il ricco abbia faticato più del povero per ottenere i propri guadagni.
Si potrebbe innanzitutto obiettare sul fatto che mettere firme e fare conti sia più faticoso di lavorare in fabbrica, ma non é tanto questo il punto.
Il punto é che non si dovrebbe giudicare un uomo in base al proprio reddito. Secondo il loro ragionamento “Il guadagno dipende dal valore”, in realtà “IL VALORE DI OGNUNO É DETERMINATO DA CIÒ CHE POSSIEDE” e questo fatto, compagni e compagne, é qualcosa di inaccettabile e schifoso.
Paolo Pietrangeli in una canzone scrisse”Vizi privati pubbliche virtù: Vuol dir che sempre io comando e servi tu”.
Il concetto di vizi privati virtù pubbliche fu espresso per la prima volta nel ‘700 da Mandeville nella favola delle api; secondo il filosofo olandese, l’individuo, possedendo la bramosia e la voglia di prevalere sugli altri, porterebbe dei benefici alla comunità grazie alla sua assiduità nel lavoro. Io la vedo in un altro modo: l’economia dovrebbe essere comune, perché lo stato DOVREBBE gestire gli interessi di tutti (da anarchico sono contrario allo stato, ma è chiaro che ne preferirei uno socialista ad uno capitalista). Il lavoro dovrebbe servire a portare avanti la comunità ed a far vivere decentemente coloro che ne fanno parte, mentre con il capitalismo si concede ad un solo uomo il privilegio di poter vivere bene (anche troppo), costringendo tutti gli altri a lavorare tanto ed a guadagnare poco.

Ci dicono che il sogno é finito, che l’URSS e Cuba hanno fallito, come se due dittature in un mondo di squali possano rappresentare l’idea più nobile mai concepita dall’uomo. Propongono il modello ideale dell’imprenditore capitalista che si è fatto da solo, questo é quello che va.

Ma noi ci siamo ancora. Dopo secoli di dominazione nobiliare (feudalesimo e servitù della gleba) e secoli di dominazione borghese (liberismo e neoliberismo) arriverà la Rossa Primavera: L’etá del socialismo.

 

compagno Alessandro

 

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