IL MOVIMENTO 26 LUGLIO

Oggi è il 26 di luglio data scelta dal movimento rivoluzionario cubano di Fidel Castro. Il 26 luglio 1953 un gruppo di uomini armati ( circa 120) guidati dal giovane avvocato Fidel Castro assaltarono la caserma Moncada a Santiago de Cuba. Tempo prima Fidel, in qualità di avvocato, aveva denunciato il colpo di stato per vie legali di Fulgencio Batista allora presidente cubano, ma venne completamente ignorato. Assieme a suo fratello e altre persone prese d’assalto la caserma Moncada e dopo varie ore con più di 40 perdite i ribelli si arresero. Molti furono condannati a morte e tanti altri furono imprigionati compresi Fidel e suo fratello Raul Castro. Fidel fu poi confinato nella Isla de los Pinos in un carcere di massima sicurezza. Li lui essendo lui stesso avvocato poté prendere le sue difese e scrisse la sua difesa, al processo parlò per 3 ore consecutive senza pause ma venne ugualmente condannato all’ergastolo e li pronunciò la storica frase “la historia me absolverá” la storia mi assolverà. Fidel nella Isla de los pinos scriverà molto ai suoi parenti e a altri membri del movimento fuori mettendo i messaggi infondo alle scatole di fiammiferi o scrivendo sulle bucce delle cipolle scriveva ciò che li facevano li dentro e dalla sua prigione organizzò e mise a punto una grande propaganda nazionale contro Batista e il suo governo repressivo e corrotto. Nel 1955 Fulgencio Batista vinse di nuovo le elezioni e per festeggiare diede l’amnistia a tutti i prigionieri compresi Fidel e Raul e i loro compagni che furono esiliati, molti in Guatemala altri in Messico e Fidel e Raul furono mandati in Messico.
Nel 1953 dopo un lungo viaggio di quasi 2 anni con il suo più grande amico Alberto Granado, Ernesto Guevara de la Serna era ritornato a Buenos Aires per laurearsi in medicina dopo aver interrotto gli studi prima del viaggio, si laureò il 12 luglio 1953 e poco dopo partì alla volta di un nuovo breve viaggio con sua sorella Celia e un suo amico di nome Calica. Ernesto poi si separò da loro e andò nell’Honduras dove viveva in una casa in affitto con altri ragazzi, dopo un po non avendo più soldi per pagare l’affitto decisero di scappare.

Andarono in Guatemala. Ernesto si trovò molto bene in Guatemala, dove governava il presidente filo socialista Jacob Arbenez Guzman. Arbenez conduceva una politica di riforme soprattutto agrarie e operaie. Ernesto conobbe presto una ragazza peruviana di nome Hilda Gadea lui si affezionò moltissimo a lei che le fece conoscere tramite i libri il personaggio di Mao Tse-tung e delle sue imprese di cui Ernesto si innamorò, Ernesto era già stato molto influenzato dalla teorie marxiste durante il viaggio con Alberto Granado e aveva anche letto dei libri di Stalin che gli erano piaciuti molto e proprio in quel periodo in Guatemala lui iniziava a dirsi comunista. In Guatemala conobbe molti esuli cubani dell’assalto alla caserma Moncada tra cui uno in particolare di nome Antonio “Nico” Lopez un giovane ragazzo che aveva fiancheggiato Fidel Castro e che voleva tornare con Fidel a fare la rivoluzione, Antonio “Nico” Lopez fu colui che diede il soprannome “Che” a Ernesto, era molto usuale dare soprannomi e Ernesto ripeteva continuamente la locuzione “che” usatissima in Argentina e Cile per attirare l’attenzione, è come per noi dire “Ehi”.  Antonio “Nico” Lopez era molto amico di Ernesto e anche tanti altri, Ernesto in Guatemala si trovava molto bene. La CIA aveva l’intenzione di sradicare il comunismo dal sud America e dopo alcune settimane di propaganda anti-comunista iniziarono a bombardare il Guatemala ove si formarono vari gruppi di resistenza, il Che prese parte a uno di questi un gruppo di giovani comunisti e lui partecipava come medico e fotografo. Lui e Hilda dopo poco fuggirono in Messico e poco dopo il governo di Arbenez in Guatemala cadde. In Messico Hilda scoprì di essere in cinta di Ernesto, allora si sposarono e ebbero una figlia di nome Hildita. In Messico era fuggito anche Antonio “Nico” Lopez che li presentò Raul Castro che la sera di quello stesso giorno li presentò Fidel. Fidel Castro e Che Guevara parlarono tutta la notte e anche se Fidel non era ancora comunista Ernesto ne fu affascinato e capì che quello sarebbe stato il suo capo rivoluzionario e si arruolò.
Ernesto avrebbe dovuto solo essere il medico del gruppo e invece il loro addestratore il comandante Barrios lo indicò come il migliore tra gli allievi. Il 25 novembre 1956 un esercito di 82 persone con una barca soprannominata Granma salparono da una spiaggia vicino alla zona di Veracruz, Ernesto racconta di una traversata piena di gente col mal di mare e lui ebbe anche un forte attacco d’asma. Sbarcarono il 2 di dicembre su una zona particolarmente paludosa chiamata Playa de las Coloradas. Per via del fango persero gran parte del loro equipaggiamento e il Che racconta che camminarono per ore attraverso pantani di acqua salmastra e fanghiglia. Il 5 dicembre erano ancora in quella zona e verso mezzogiorno si sentì mentre loro tagliavano canne da zucchero e passarono alcuni momenti di silenzio, poi un uragano di proiettili si scatenò su di loro. Ernesto ricorda che il capitano Juan Almeida andò da lui per domamdargli ordini ma non c’era più nessuno per eseguirli e che intanto Fidel stava tentando invano di raggruppare la gente in una piantagione li accanto, Almeida tornò a occuparsi di un altro gruppo e il Che ricorda che un uomo buttò via la sua cassa di proiettili e lui gliela indicò e l’uomo con un volto che il Che descrive così “con un volto che ricordo perfettamente per l’angoscia che rifletteva” gli rispose che non era il momento di pensare alle casse di proiettili e corse verso un canneto dove morì massacrato. Mentre camminava di soppiatto insieme a Albertosa e Faustino Perez arrivò una raffica di colpi che colpì lui e Albertosa. Fu colpito al petto e al collo e cadde per terra, nel suo diario ricorda che Albertosa morente da terra gridò “mi hanno ucciso!” E poi iniziò a sparare in aria a caso e poi morì, Ernesto stava per terra e Faustino Perez li disse che non era niente ma che nei suoi occhi vedeva quanto si fosse reso conto della fatalità della sua ferita. Tra la paura l’ansia il dolore e lo spavento il Che ricorda che in quel momento si mise a pensare quale modo migliore sarebbe stato per morire in quel momento e che si rammentò di un racconto di Jack London in cui il protagonista si dispone su un tronco d’albero aspettando la morte.
Ricorda che qualcuno in quel momento propose la resa e che Camilo Cienfuegos disse che non si sarebbe arreso nessuno. Il Che si sforzò malgrado tutto di seguire in una piantagione altri compagni. E intanto si sentivano altri spari, si formò un gruppo guidato da Almeida e si unirono poi a Fidel e altri. Camminarono fino alla notte e il Che racconta ” questo fu il nostro battesimo di fuoco il 5 dicembre 1956 , questo fu l’inizio della formazione di quello che sarebbe stato l’esercito ribelle” su 82 uomini ne rimasero 12 e tra i tanti morti c’era anche Antonio “Nico” Lopez colui che battezzò il Che.
A seguire ebbero altri molti scontri e non solo anche tradimenti come quello di Eutimio Guerra un contadino che li faceva da guida in alcune zone ma che si era venduto a Batista e doveva uccidere Fidel e per una notte dormì accanto al leader maximo e aveva tutto l’esito della rivoluzione in mano in una Rivoltella ma non ebbe il coraggio di usarla e lo confesso e disse di non meritare di vivere per aver tradito il suo ideale e il bene di tutti i cubani per il fine personale e una ricompensa in soldi e il suo ultimo desiderio fu che la rivoluzione si prendesse cura dei suoi figli e poi fu giustiziato dall’esercito rivoluzionario. l’esercito ribelle si ingrossò molto fino a avere centinaia di uomini e il giornalista Matthews intervistò sulla Sierra per il Times Fidel Castro e Guevara disse che non poté assistere a causa di un forte attacco d’asma. Li chiamano barbudos perché non avendo lussi igienici sulla sierra avevano la barba lunga e i capelli crespi e lunghi. Nell’estate del 1959 Batista lanciò l’operazione “Verano” cioè dei ranger addestrati a combattere nella giungla più i soldati di Batista che dovevano sradicare e distruggere i ribelli, questa operazione fallì miseramente e intanto Ernesto aveva anche una sua colonna di più di 200 persone e un accampamento sull’Escambry un monte a sud mentre a nord stavano Fidel e Almeida. Camilo Cienfuegos vinse la battaglia di Yaguajay e il Che quella di Santa Clara che furono decisive. Il 2 di gennaio la colonna del Che e di Cienfuegos entrarono a la Habana ma Batista era già fuggito nella Repubblica di San Domingo 3 giorni prima, dopo 4 giorni il 6 di gennaio arrivò anche Fidel completando l’esito della rivoluzione cubana.
Il 2 di gennaio la colonna del Che e di Cienfuegos entrarono a la Habana ma Batista era già fuggito nella Repubblica di San Domingo 3 giorni prima, dopo 4 giorni il 6 di gennaio arrivò anche Fidel completando l’esito della rivoluzione cubana.
-Compagno Grimm

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