IL LIBRO BIANCO INGLESE

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Il governo britannico ha presentato un Libro Bianco in 12 punti sui principi negoziati della secessione dall’Ue, il cui avvio è stato autorizzato ieri l’altro da un primo voto parlamentare. Il testo si conferma secco: illustrandolo ai Comuni, il ministro per la Brexit, David Davis, ha ribadito l’intenzione del Regno Unito di “riprendere il controllo delle proprie leggi” e “i tempi migliori devono ancora arrivare”.
Il ministro per la Brexit ha manifestato la volontà di raggiungere con Bruxelles un accordo di separazione che sia di mutuo beneficio e abbia successo politicamente ed economicamente.
Ma riguardo alla possibile uscita dal mercato unico, data pressoché per scontata dalla premier May in un recente discorso strategico sulla Brexit, si è limitato a dire che il governo di Londra punta a conservare con l’Europa un’intesa commerciale “più libera e senza attriti possibile”. Nello stesso tempo Davis ha parlato della necessità di una limitata fase di attuazione graduale delle intese in materia di controlli sull’immigrazione, questioni doganali e sicurezza, escludendo invece esplicitamente l’ipotesi di “un regime di transizione senza fine”.
Nel documento di 77 pagine presentato ieri dal governo May si delineano i 12 punti che guideranno l’esecutivo verso l’uscita dall’Unione, rispettando la volontà popolare espressa col referendum.
I Punti del Libro Bianco
1. Fornire certezze e chiarezza;
2. Riprendere il controllo delle “nostre leggi”;
3. Rafforzare l’Unione, nella ricerca di un accordo che funzioni per l’intero Regno Unito, per la Scozia, il Galles, l’Irlanda del Nord e tutte le parti dell’Inghilterra. “Rimaniamo pienamente impegnati” a rispettare gli “accordi di Belfast”, recita il testo;
4. Proteggere gli storici legami con l’Irlanda e mantenere la Common Travel Area;
5. Controllare l’immigrazione. “Avremo il controllo sul numero di cittadini comunitari che verranno nel Regno Unito”;
6. Garantire i diritti dei cittadini comunitari nel Regno Unito e dei britannici in Unione Europea: “Vogliamo garantire lo status dei cittadini dell’Ue che già vivono nel Regno Unito e quello dei cittadini britannici che vivono in altri Stati membri”;
7. Proteggere i diritti dei lavoratori;
8. Garantire il libero commercio con i mercati europei. “Cercheremo una nuova partnership strategica con l’Ue, compreso un accordo di libero scambio di ampia portata, ambizioso e coraggioso. E cercheremo un nuovo accordo doganale reciprocamente vantaggioso”;
9. Garantire nuovi accordi commerciali con altri Paesi;
10. Garantire che il Regno Unito resti il miglior luogo per la scienza e l’innovazione;
11. Cooperare nella lotta contro il crimine e il terrorismo, per garantire “la sicurezza europea, combattere il terrorismo e sostenere la giustizia in Europa”;
12. Portare a termine un’uscita armoniosa e ordinata dall’Unione europea.
Il Libro Bianco non convince i laburisti: secondo il partito d’opposizione, infatti, non sono stati aggiunti dettagli importanti rispetto al recente discorso della premier e “non c’è nulla”, ad esempio, per risolvere la situazione dei sudditi di sua Maestà che vivono nei Paesi comunitari come ha affermato il responsabile per la Brexit dei Tories, Keir Starmer. La questione degli expat britannici è sempre stata trattata insieme a quella degli europei residenti nel Regno, rispetto ai quali il ministro David Davis ha oggi assicurato il diritto di restare nel Paese dopo la secessione Dall’Unione Europea.
-Compagno Emanuele

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