Maxima Acuna Chaupe, una guerriera peruviana, una garante della giustizia sociale

Oggi cari amici vorrei raccontarvi la storia di una contadina peruviana diventata simbolo di giustizia sociale e di rivolta, ovvero Maxima Acuna Chaupe.
Maxima,povera donna lavoratrice e madre,piccola di statura ma con una volontà d’acciaio,per anni ha combattuto contro la filiale peruviana di una multinazionale americana dell’oro che voleva espropriarla del proprio terreno per creare una grande miniera a cielo aperto distruggendo così tutto l’ecosistema creatosi all’interno della proprietà della Chaupe, frutto della presenza di un piccolo lago. Infatti da tempo, con il marito e i due figli, si oppone alla cessione dei 25 ettari di terreno di sua proprietà dal 1994, che la Minera Yanacocha (della Newmont Mining Corporation per il 51,35 per cento delle azioni) rivendica invece come suoi. Ma i ricorsi legali, durati quattro anni, hanno dato ragione a Máxima. È stata assolta dall’accusa di aver usurpato i terreni e,pochi giorni fa gli è stato assegnato il “Nobel per l’Ambiente”,ergo il premio Goldman 2016, il massimo riconoscimento per coloro che nel mondo si battono a difesa dell’ecosistema, anche mettendo ad alto rischio la propria vita. Maxima, come altri 300 campesinos denunciati con lo stesso capo di imputazione dalla medesima multinazionale, è stata spesso in pericolo (infatti la Yanachoca pur di cacciare la povera contadina ha ricorso a violenze fisiche e psicologiche) e le sue libertà, come quella di manifestare contro lo strapotere della Minera Yanacocha, sono state violate non solo dal “braccio armato” di questa lobby dell’oro, ma anche dalla stessa polizia peruviana che, come spiega l’avvocato Mirtha Vasquez, all’occorrenza può essere privatizzata (difatti l’articolo 51.1 della legge 27238 permette la firma di accordi tra la polizia dello Stato e i privati, perciò la forza pubblica può fornire a un’impresa fino a 30 unità al giorno per attività di protezione di persone, beni e installazioni). Questo dualismo obrobrioso tra Stato e privato fa sì che il potere politico peruviano sia quasi ininfluente, visto che lo stesso popolo è controllato da organi che fanno le veci di poteri meramente economici e occulti. Per questo,come hanno fatto Maxima e gli altri contadini, bisogna resistere contro questi soprusi, bisogna eliminare il legame ormai assoluto che c’è tra “libero” mercato, sfruttamento e tirannide sociale di chi a suo tempo monopolizzò la libertà economica, monopollizzando la libertà individuale. In questo mondo c’è ancora bisogno di partigiani, di ribelli; la flebile fiamma di rivolta che c’è ancora all’interno di ognuno di noi non deve spegnersi! La voglia di libertà,la voglia di partecipazione non deve essere fermata e soppressa dal nichilismo politico capitalista! E’ NOSTRO COMPITO  PARTECIPARE, E’ NOSTRO COMPITO FARE FRONTE COMUNE, E’ NOSTRO COMPITO RIBADIRE ANCORA CHE IL POPOLO UNITO MAI SARA’ VINTO! -Compagno Elia

Fonte usata per la descrizione della Minera Yanacocha (riga 7-10): http://www.radiopopolare.it/2016/04/premio-goldman-per-lambiente-il-coraggio-di-maxima-acuna-de-chaupe/

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