Proteste, tre portaerei ed un missile a medio raggio: la stabilità della penisola coreana tende inaspettatamente al Nord

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Le politiche aggressive degli Stati Uniti fanno piombare missili nordcoreani nel Mare dell’Est, e proteste a Pusan

Il 28 maggio il Pentagono ha dichiarato di aver inviato una terza portaerei statunitense, la USS Nimitz, che assieme alla USS Vinson e alla USS Reagan, «controllano il mantenimento della pace in Corea» nonostante aumentino solamente le pressioni sulla Repubblica Democratica Popolare, e anzi, dopo la fine delle esercitazioni annuali comuni della NATO per un’eventuale offensiva in territorio nordcoreano, ne rendono sempre più soffocante l’accerchiamento.

Intanto, il 24 maggio in Corea del Sud, a Pusan, delle organizzazioni femminili hanno manifestato davanti al consolato statunitense per lo smantellamento del THAAD, il sistema antimissilistico americano, nella Repubblica di Corea, perché le armi biochimiche contenutevi possono seriamente danneggiare sia i rapporti intercoreani, oggetto di sempre minor interesse da parte del Sud, che i cittadini coreani che vivono nelle prossimità dei magazzini e delle sedi degli armamenti antimissilistici, entrambi perlopiù nei pressi o addirittura nei centri delle città sudcoreane. Inoltre, la manifestazione e la conferenza immediatamente successiva, hanno denunciato i laboratori chimici Jupiter plan al molo 8 dell’importante porto di Pusan che, a parere del popolo sudcoreano, minacciano il mantenimento della pace che ipocritamente dovrebbero incentivare, e hanno illustrato la mancanza di reale interesse geopolitico di Seul nella re-istituzione di rapporti intercoreani stabili, invece di minacciarsi reciprocamente.

La risposta di Phongan non tarda ad avvenire, nella mattina del 29 maggio, l’agenzia sudcoreana Yonhap propaganda al mondo in ascolto l’ennesima «intimidazione offensiva del dittatore Kim Jong-un», assolutamente dimenticando d’aver conferma dal nord, o delle tre portaerei statunitensi che increspano le acque attigue alla penisola del Sol Levante. Il Rodong Sinmun, il Giornale dei Lavoratori, ha confermato le presunzioni sudcoreane stamattina, ponendo l’accento, con la consueta retorica jucheana, sull’irrilevanza del test di un razzo a media gittata, caduto nel Mar dell’Est, siccome sostiene che la tecnologia nordcoreana può permettersi ora l’incremento della produzione di missili intercontinentali, dopo un «vertiginoso avanzamento» delle capacità offensive-difensive della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Al lancio di lunedì scorso, assistettero, oltre al Brillante Leader Kim Jong-un, anche il generale al Dipartimento Missilistico Kim Rak Gyom, i generali Ri Pyong Chol, Jang Chang Ha, Jong Sung Il, il Ministro degli Affari Esteri Jon Il Ho e il Deputato-guida del Partito del Lavoro di Corea Kim Jong Sik, oltre ad ovviamente tutti i soldati dell’Esercito Popolare Coreano coinvolti nel lancio del Puk-Guk-Song 2 dell’altroieri.

– Compagno Emanuele

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