Il capro espiatorio dell’immigrato

I costi, i muri, le disuguaglianze, la guerra tra cittadini: chi sono i veri ladri?

“Conosco molti che vanno in giro con un foglietto
dove c’è scritto quel che hanno di bisogno.
Chi gli capita di vedere il foglietto dice: è troppo.
Invece chi l’ha scritto dice: è il minimo.”
Bertolt Brecht

Gli immigrati….spauracchio di un’estrema destra xenofoba che li usa per i suoi fini demagogici ricordando le stragi terroristiche di matrice islamica, marionette di uno Stato che li usa come capro espiatorio per mancanze proprie, sempre e comunque addittati come delinquenti dagli stessi ladri che compongono la nostra “gloriosa” classe dirigente…
E’ ora di fare un poco di chiarezza tra le informazioni “di parte” (buoniste o xenofobe che siano) e frammentarie che i media rivolti al pubblico “medio” riservano, è ora di dir basta a questa guerra fratricida tra popoli, che giova solo al taccuino e al morale dei nostri governanti, sia ufficiali che “occulti”.
1)I COSTI E I NUMERI DEGLI IMMIGRATI E COME GLI STESSI STRANIERI RESIDENTI IN  ITALIA COSTITUISCANO UNA GARANZIA 
 Qual è il costo complessivo degli immigrati che soggiornano nel nostro paese? Quanti sono e possono portare vantaggi economici allo stato? Su internet è un lavoro tedioso e difficile cercare dati certi e attuali, senza incappare nell’errore di confondere tutti gli stranieri immigrati e residenti in Italia con quelli che sbarcano ora sulle nostre coste.  Secondo i dati del Ministero dell’Interno del 15 maggio 2015 l’Italia ha accolto 73 705 immigrati sbarcati sulle nostre coste (a fine 2015 la cifra era superiore ai 100 000)smistati nei vari centri Sprar,Cara e Cas con un costo di 2,6 milioni di € al giorno, costo ingente ma in parte attutito dai finanziamenti Europei.                          Con la crescita del numero di migranti la spesa è aumentata fino ad un totale annuo stimato a fine 2015 di 3 miliardi di €.  Sempre i numeri però dicono che queste persone colmano un vuoto nel sistema lavorativo italiano, ovvero l’occupazione nei lavori più umili come manutentori o spazzini “low cost” . Quest’ultima dicitura è usata per il semplice motivo che questi recepiscono giornalmente circa 2-2,5 € al giorno netti se lavorano in programmi creati dallo Stato o da cooperative, tutto intrinseco nel programma di accoglienza. Infatti, in barba al castello di carte dei 35 € al giorno, il 95% di questa quota va ufficialmente a finanziare un indotto virtuoso composto dalle persone che lavorano in questi centri ergo i dipendenti dei centri,i mediatori culturali, gli insegnanti di lingua, gli operatori sociali e coloro che si occupano del servizio mensa o delle pulizie. Questo “ufficialmente” si colloca nella situazione  in cui l’ente gestore sia privato, quindi delegato dalle prefetture alla gestione dei Cas e coperto da una legge per la quale il delegato non ha l’obbligo di documentare su come li ha spesi, quindi, tecnicamente, i migranti sono l’ultima realtà a cui giova  questo sistema (sistema, ironicamente, inventato dallo stesso Maroni). Inoltre, stando alla Fondazione Leone Moressa, il bilancio tra tasse pagate dagli oltre 5 milioni 730mila stranieri legalmente residenti in Italia (gettito fiscale e contributi previdenziali) e spesa pubblica relativa a questi introiti (welfare, politiche di accoglienza e integrazione, contrasto all’immigrazione irregolare, pensioni per 620 mila italiani ecc..) è in attivo di +3,9 miliardi di euro.  In poche parole gli stessi migranti che noi abbiamo accolto negli ultimi 26 anni e stanziatasi in Italia stanno “pagando” per i migranti attuali (oltre che per le nostre pensioni).
Morale della favola? Le espressioni ahimè sempre più attuali de “Non abbiamo soldi per mantenerli” oppure “Vengono a rubarci il lavoro” sono una enorme pecca culturale: certo, potremmo discutere su quanto potremmo guadagnare con un afflusso minore di profughi (cinicamente e matematicamente parlando) ma i soldi ci sono eccome! Inoltre avrei proprio voglia di fare un sondaggio,ovvero di vedere quante persone sono disposte a fare i lavori più umili per 2.5 € al giorno, vitto e alloggio in camerate provvisorie! Quanti dei tanti figli di papà dell’estrema destra, magari  laureati , vorrebbero fare una vita del genere?
La storia non pecca di ironia poi, visto che sono gli stessi soldi degli “albanesi mafiosi” o dei “rumeni ladri” vessati per anni dai nostri avversari che fanno da garanzia per le casse dello Stato. Questo, cari lettori, non è comunismo e nemmeno buonismo (noi siamo tutto tranne che buonisti e, questo, lo capirete conoscendoci), QUESTA E’ PURA MATEMATICA: i dati non sono stati presi da fonti “di parte” quali possono essere “Il Manifesto” o “Lotta Comunista” ma sono stati presi da sondaggi Istat, da siti di fondazioni (tra cui quella sopracitata) e da editoriali come “la Repubblica”.
2) POLITICA VS IMMIGRATI: CHI SONO I VERI LADRI?
“Divide et impera”, “diviser pour régner”, dividere per regnare: da Filippo di Macedonia a Luigi XI passando per il colonialismo britannico, la strategia di dividere un popolo in fazioni opposte tra loro per comandarlo meglio è stata sempre usata più o meno tenacemente e subdolamente con tutti i popoli che hanno fatto la storia di questo mondo, con ogni singolo individuo che, assieme ad altri suoi simili, scrivono la storia dell’uomo. Questa strategia è usata difatti dall’attuale venduta oligarchia parlamentare, infatti, la guerra fra poveri (perchè non è altro che questo) imperversa sia all’interno del popolo italiano che all’esterno: l'”invasore” ,il “ladro”,l’immigrato è chiamato in questo modo PROPRIO DA MOLTI COMPONENTI DELLA STESSA CASTA LADRA che osò,osa e oserà sempre rapinare le classi popolari PER I LORO FINI NON POLITICI, MA PERSONALI! L’osservatore ormai può vedere il tutto con una grande facilità: stiamo assistendo al governo più filoliberista degli ultimi 60 anni, non c’è più alcun senso della vergogna, c’è solo il degrado morale, degrado manifestato in tutti modi dalla grande borghesia straniera (si pensi alle multinazionali straniere sempre più potenti e presenti) e nostrana, le classi popolari e subalterne (sottoproletariato, proletariato urbano e rurale, piccola borghesia…)non hanno più alcun potere politico ed economico (ecco perchè la lotta di classe deve estendersi al tutte classi popolari,vi chiarirò questo aspetto in un futuro articolo). Il popolo e i profughi si stanno metaforicamente scannado, facendo il gioco dei nostri leader perciò bisogna mostrare i numeri: chi è il vero ladro?
Dopo aver visto la spesa del governo nel 2015 relativa ai 3 miliardi di € per l’immigrazione (soldi che, secondo pareri contrari, potevano essere investiti in progetti più vicini al popolo italiano) ora vediamo quanto lo stesso governo ha speso nello stesso anno per le sue spese pazze o inutili, cercando di aprossimare le cifre (è un lavoro ostico infatti cercare di riunire tutte questi dati, non contando poi i singoli casi dei vari indagati seduti sugli scranni dei vari palazzi del potere):
STIMA DEL 2015, SPESE INUTILI E VITALIZI e, per dare un’idea, anche la somma degli stipendi dei  parlamentari e dei vari dipendenti della Camera ed del Senato. I dati sono presi da siti attendibili ( come il Fatto Quotidiano),giusto per sottolineare la veridicità dei seguenti dati:
– Vitalizi elargiti a privati, deputati ed ex deputati: 236 milioni di €
– 638.033 mila € spese per l’uso di aerei di stato per i politici 2014
– 1 miliardo e 475 milioni per mantenere le auto blu,piu’240 milioni annui per il noleggio agente con conducente *Nel 2014 lo Stato si è liberato di 4mila vetture vecchie ma ne ha comprate 1.300 nuove, vanificando il risparmio, con un beneficio di “soli” 25 milioni di €
– 5,4 miliardi per le nuove navi da guerra * per il governo, di certo, noi non abbiamo bisogno della sanità (commento relativo ai recenti tagli ) ma di nuovi incrociatori abbiamo un estremo bisogno!
– 526.970.000 € anno per il Senato e 992.800.000 € anno per la Camera * stipendi di politici e dipendenti
– 400 milioni di € all’anno per mantenere le basi USA in Italia
– 32 milioni per i viaggi degli ex deputati.
-40 milioni di euro annui per un leasing sul nuovo Airbus di Renzi *con i quali si potrebbero creare 20.000 metri quadri di asili nido.
TOTALE: 9 343 408 033 €, cioè 3 volte tanto la cifra destinata agli immigrati (non contando il costo giornaliero della NATO che ammonta a circa 26 miliardi di euro annui, pari a 70 milioni al giorno)! Questo è l’essere sempre soggetti ai latrocini della nostra classe dirigente i cui stessi contributi versati allo stato dei singoli suoi componenti sono la metà esatta del loro vitalizio! E’ giusto, secondo voi, che lo stato dilapidi così i soldi di tutti (e non come nel caso delle spese per l’immigrazione,dove i soldi usati sono alcuni dei proventi delle tasse dei cittadini extracomunistari risiedenti in Italia)? Italiani,aprite gli occhi,basta ipocrisie! Che la destra capisca e che la sua furia si abbatta non più su capri espiatori ma sui veri ladri.

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3)I MURI DELLA VERGOGNA
  Questa è una cartina che illustra le rotte dei migranti per arrivare al cuore dell’Europa; negli ultimi tempi assieme alla rotta maritima classica si è affermata una seconda rotta che parte dalla  Turchia passando per la Grecia e per l’Europa dell’Est il cui scopo è far raggiungere agli immigrati le varie destinazioni perlopù per via terra ( perlopù perchè, come si vede bene dalla cartina, comunque i poveri diavoli devono attraversare il mar Egeo o lo stretto sull’Evros, non contando i numerosi fiumi di importante portata che devono affrontare).
Ebbene, questa è la cartina che infrange il sogno di Spinelli e di tutti gli altri ideatori dell’Unione Europea come un’unione umanistica di stati, infatti questa è la conferma dell’unità meramente economica degli stati appartenenti all’UE, pronti a uscirne al momento debito (come vorrebbero fare  gli antieuropeisti di Farrage o alcuni conservatori, dopo che il loro Regno Unito ha però beneficiato per anni delle agevolazioni Europee, mantenendosi sempre distaccato e indipendente, sempre però con un occhio di riguardo per l’alleanza atlantica con l’America), senza nessuna visione sociale, comandati solamente dal dio Denaro (la BCE) che ,come diceva Marx, ha il potere straordinario di far cambiare idee, posizioni e realtà. Questo sogno è infranto dai muri creati  per la “soppravvivenza economica e sociale” di alcuni paesi, per il loro egoismo e la loro ingordigia, per il loro nazionalismo insensato, per la politica del “tutto dovuto ma niente concesso”,in barba al trattato di Schengen spendendo secondo Elizabeth Wallet (una dei massimi studiosi a proposito del “mercato frontaliero anti-immigrazione”) da 1 a 6,4 milioni di dollari a kilometro ma salvaguardando la loro “integrità”.
Questi muri di filo spinato fino ad adesso sono stati eretti dalla Macedonia sul confine greco,dalla Turchia sul confine greco (costituito dal fiume Evros),dall’Ungheria sui  confini rumeno, croato, serbo e sloveno,dalla Slovenia sul confine croato, tra Austria e Italia (il muro in costruzione sul Brennero)e dalla Francia a Calais, così da isolare stati come l’Italia e la Grecia. In Italia il pericolo più grande non è andare in negativo  nel bilancio tra entrate e uscite citato nel primo paragrafo ma è il rischio di forti squilibri politico-sociali ed è l’aggiungere alla già ampia massa di disoccupati,poveri e poverissimi un numero considerevole di gente nuova (per la mancanza di lavoro e per la logica e graduale saturazione con l’andare avanti nel tempo dei posti per i lavori più “umili”), aumentando lo stesso tasso di povertà del paese e rendendo ancora più difficile il già arduo compito della collocazione lavorativa. Aberrando la logica sciovinista “prima gli italiani e poi gli altri” l’unica soluzione possibile è abbattere questi muri della vergogna e, come vera Unione Europea fondata su una cultura umanista, si spartiscano tra le nazioni  i profughi in base al loro PIL e al loro tasso di occupazione (questa è una soluzione, ma non è l’unica, ovvero si potrebbe affiliare a questa iniziativa quella di diminuire o,meglio ancora, azzerare almeno le spese inutili della politica).
4)GLI ACCORDI E LA DIVISIONE TRA IMMIGRATI DI SERIE A E SERIE B
  C’è chi alza i muri e c’è chi vede nuove possibilità, nuove menti,nuova forza lavoro ma, nel fare ciò, commette una discriminazione sia nei confronti dei migranti sia nei confronti degli stati che li accolgono. Lo stato che sta attuando questa strategia è la Germania, infatti lei accetta SOLO immigrati siriani (stanziando 3 miliardi di €)per il semplice motivo che, nei profughi siriani, ci sono più possibilità di trovare persone già benestanti in Siria, istruite, immediatamente occupabili (visto che la Germania è “afflitta” dalla carenza di giovani menti). Così facendo la Germania, nel suo altruismo, mostra un egoismo di proporzioni colossali, creando immigranti di serie A e serie B, creando uomini “degni di vivere” e uomini “venduti al proprio destino” e, questi ultimi, sono venduti a un destino freddo e calcolatore: il patto tra Turchia ed Europa.
Questo patto consiste nel:
– coinvolgimento della Turchia nell’accoglienza dei profughi siriani in cambio di 6 miliardi di € da parte dell’UE
– rimpatrio di tutti gli immigrati irregolari o non bisognosi di protezione internazionale che sono approdati sulle isole greche dal 20 marzo 2016 in poi grazie ai cosidetti “hotspots” (centri di selezione dei profughi devono essere attuati in Grecia ed in Italia, con la possibilità di rinviarli verso l’inferno da cui provengono)
– rimpatrio in Turchia di ogni siriano irregolare in cambio di un reinsediamento di un siriano regolare dalla Turchia all’UE
– adottare ,nel caso della Turchia, nuove politiche per evitare nuove rotte migratorie
– rilanciare il processo di adesione della Turchia all’UE
– lasciar entrare i cittadini Turchi entro i confini dell’UE senza alcun visto
– collaborazione Turchia-Europa per intervenire in Siria per “aiutare i profughi a casa loro”
In poche parole consiste nella deportazione di “stuck” (pezzi in tedesco) in Turchia dando in cambio 3 miliardi di €, la promessa del rilancio per l’adesione all’UE  di un regime totalitario in cui le libertà di pensiero, di parola e di stampa sono calpestate e  l’aiuto umanitario a persone le cui città sono distrutte, per cui la vita stessa è una battaglia e, per le quali, pochi € al giorno a testa non possono salvargli la vita (riprendendo l’odioso slogan “ci insegnano che con 2 € al giorno possiamo mantenere una persona in Africa , allora perchè li facciamo venire in Italia a 35€ al giorno?”, che riassume tutta l’ipocrisia di associazioni barbariche e troglodite).
5)LA QUESTIONE DEL TERRORISMO
L’uomo è un essere fortemente influenzabile, la cui mente può essere tranquillamente soprafatta dalla paura: questo è il metodo usato dal terrorismo, impedire all’uomo di usar il proprio raziocinio usando come deterrente la paura che è sciuscitata nell’essere da azioni violente. Questa paura pervade l’uomo permanentemente (basti vedere l’attentato a Parigi o a Bruxelles), senza dargli la possibilità di ragionare e, in questo caso, spingendo molte persone ad atteggiamenti xenofobi e islamofobici. Questi atteggiamenti irrazionali continuano anche quando si ha la certezza che tutti gli attentatori sono di cittadinanza belga o francese (in questo caso),che non sono arrivati in Europa per mezzo delle rotte migratorie e che sono stanziati da generazioni negli stati ove sono stati commessi gli atti violenti.
Quindi sorge una domanda: perchè queste persone apparentemente e formalmente integrate nella società scelgono la strada del terrorismo islamico? Per questioni economiche? Per mancanza di ideali? Ci possono essere svariati motivi, ma vorrei focalizzarmi su uno in particolare, ovvero come lo Stato avvantaggi a suo malgrado questi fatti atroci.
In che modo li avvantaggia? Semplicemente applicando le stesse disuguaglianze delle società nella pianificazione urbana ovvero l’esempio “Molenbeek”,un enorme complesso di appartamenti isolati dal resto di Bruxelles dove sono confinati immigrati, poveri e poverissimi e, nel caso del Belgio, questi appartamenti erano destinati per la maggior parte alla comunistà islamica. Ecco allora come lo stato da un incentivo alla creazione di mostri edificando questi enormi complessi:
1) destinando la maggior parte di questi ad una determinata categoria non si permette alla suddetta di integrarsi con la società (ecco il perchè del “integrazione formale” sopra citata),facendo chiudere in se stessa tutta la comunità, facendo covare silenziosamente all’interno di essa i malcontenti che nascono dalle più svariate necessitudini o dai più svariati problemi (economici, sociali ecc)
2) spesso e volentieri la stessa collocazione urbana è infelice e può portare alla creazione di criminalità organizzata (vedi l’esempio di moltissimi quartieri italiani), dove i pianificatori urabani sono stati così geniali da mettere queste enormi infrastrutture piene di persone che hanno “solo da guadagnare e nulla da perdere” vicino ai SERT, oppure vicino agli ospedali psichiatrici.
3) gli stessi servizi dedicati a queste persone sono direttamente proporzionali alle loro condizioni sociali (quindi, non solo le stesse abitazioni, ma anche altre importanti infrastrutture, come le scuole)
Quindi lo stato deve dire, almeno in parte, MEA CULPA e deve iniziare a pensare che per evitare non solo l’insorgere del terrorismo ma anche della criminalità organizzata (almeno in parte) sarebbe giusto eliminare la distinzione “classista” almeno nella stessa planimetria delle varie città (poichè, chiedere una maggiore giustizia sociale generale attualmente sarebbe un sogno mai esaudito).
 
6) GLI INTERESSI DEL MERCATO FRONTALIERO ANTI IMMIGRAZIONE
Come abbiamo detto precedentemente, il costo della costruzione dei muri è stato calcolato da uno a 6,4 milioni di dollari al chilometro: questo è  il florido mercato dell’incontro tra domanda e offerta di servizi per la costruzione dei muri della vergogna e di infrastrutture di controllo sempre più complesse. Questo va a favore delle aziende globali che hanno interessi nell’enorme mercato del “frontaliero anti-immigrazione”, un mercato mai in crisi: per esempio negli Stati Uniti si sono già spesi più di 2,5 miliardi di dollari per la frontiera con il Messico e si prevede di spenderne altri 6,5 nei prossimi vent’anni e, se sarà eletto Trump, ancora di più.
7) NO BUONISMO, SOLO BUON SENSO
Il nostro non è buonismo, infatti riconosciamo anche gli stessi sbagli dei migranti, come gli atteggiamenti schivi con i quali spesso si rifiutano di essere registrati (per cui nascono sospetti sull’identità dell’individuo logicamente fondati). Questo atteggiamento è garantito dalla legge, per la quale il magistrato non può imporre l’identificazione ai migranti poiché procedura destinata solamente ai criminali, perciò riconosciuta immorale da plurime realtà, realtà che non capiscono, si vede, l’importanza dell’identificazione: per i cari moralisti è meglio autorizzare l’imposizione dell’identificazione agli immigrati oppure è più “morale” non accoglierli per la fondata, anche se spesso strumentalizzata, paura di attentati?
 Spesso poi si abusa della strategia del “tutto presto e subito”, come volere subito i mezzi per uso ricreativo, protestando in piazza se non accontentati (fatto accaduto in Friuli): bisogna trovare moderazione: non è possibile che in Friuli accada ciò e in meridione gli immigranti vengano spesso trattati come manodopera da sfruttare oscenamente nel lavoro agricolo!
 Un’altra strategia da sopprimere sarebbe quella della delega ai privati finalizzata alle strutture dei Cas (ricordo, iniziativa del leghista Maroni) poiché i 35 € per migrante dati ai  proprietari di queste strutture non possono essere rintracciabili dopo il finanziamento dei privati, così da autorizzare questi ad un continuo latrocinio della quota eccedente data dalla differenza tra entrata totale e spesa per i migranti e proprio profitto. Questa strategia si potrebbe sopprimere definitivamente con l’ingrandimento del sistema Sprar (ovvero dov’è lo stesso Comune o l’ente locale che gestisce il centro di accoglienza di cui ne è il proprietario), così da indirizzare nel migliore dei modi le entrate statali e risparmiare la quota latrocinata dall’egoismo privato.
Esiste poi il problema dello sfruttamento del periodo post accoglienza, da cui la continua frase “i migranti ci rubano il lavoro”. Infatti pur di convertire plusvalore a profitto i privati spesso tendono ad assumere gli immigrati affinché questi lavorino per loro in nero e sottopagati: per questo non si può dare la colpa agli immigrati, quanto ai loro datori di lavoro. Perciò, per noi è un’idea giusta l’iniziativa di costituire un sindacato per gli immigrati in modo tale da eliminare lo sfruttamento e, allo stesso tempo, equiparare l’immigrato all’italiano così che l’assunzione dell’uno o dell’altro sia regolata solo dalle proprie capacità. .
7) CONCLUSIONE
Rosa Luxemburg diceva “oggi, niente più sorprende, nessuna cosa ha un’importanza più decisiva per la vita politica e sociale attuale quanto la contraddizione tra questo fondamenta economico comune che unisce ogni giorno sempre più saldamente e strettamente tutti i popoli in una grande totalità e la superstruttura politica degli Stati che cercano di dividere artificialmente i popoli, attraverso le stazioni di frontiera, le barriere doganali ed il militarismo, in altrettante frazioni straniere ed ostili le une agli altri”. Tanto il libero mercato si è sempre fatto promotore della libertà della persona, tanto il capitalismo si è fatto promotore di “eroe” abbattitore di muri e costruttore di ponti (da ricordarsi il famoso muro che passava per Potsdamer Platz) che il mercato “libero” e diventato il mercato “monopolizzato”, dove i figli abominevoli di questa altrettanto abominevole idea prendono i pieni poteri socio-economici dello stato in cui si situano e, come un virus silente, rubano le risorse nazionali. Questi mostri entrano in uno stato senza carta di identità, questi mostri sono clandestini ma, al contrario di questi ultimi, prendono immediatamente il potere.
Noi italiani siamo stati i primi ad emigrare per motivi economici perciò non è corretto essere contro l’immigrato il cui fine è migliorare la sua vita, la stessa vita che lo strapotere del mondo capitalista rovina nel suo paese natio per l’azione dei suddetti “mostri”.
Se il capitalismo è libertà economica non è libertà sociale , la sola libertà che questa idea lascia non è quella del cittadino ma quella del consumatore, libero di scegliere tra prodotti di consumo ma non di scegliere il proprio futuro.
-Compagno Elia

0 Replies to “Il capro espiatorio dell’immigrato”

    1. Grazie mille amico mio: senza il vostro esempio, ancor prima di vox populi, non avrei fondato revolucion: grazie per l’ispirazione, grazie per tutto!

  1. Ciao compagni!
    Complimenti a Elia per l’articolo, l’analisi secondo me è completa e chiara. Mi sarei soffermato anche sulle ragioni della migrazione (prima di provocare povertà e discriminazione nelle “banlieues”, gli Stati lo stanno facendo con il Medio Oriente e l’Africa attraverso guerre e sfruttamento…); comunque l’articolo è già bello lungo, hai fatto bene a fermarti lì.
    Ne approfitto per gioire per questo nuovo fantastico blog che tutti noi compagni aspettavamo… Peccato che sia molto difficile da leggere: l’immagine di sfondo è molto bella ma rende le scritte pressoché illeggibili…

    1. Ciao Simone! Grazie mille per i complimenti; non volevo andare fuoritema, infatti vorrei dedicare un’intero articolo sull’imperialismo economico liberista (in particolare vorrei focalizzarmi sul Congo). Eee..lo so…sto cercando infatti di trovare una bandiera simile senza la A (perché, dicendolo fra noi, sono innamorato di questo sfondo ahaha)

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