Il mondo surreale di Remedios Varo

In casa Varo il 16 dicembre del 1908 è un giorno molto importante e alquanto felice: nasce la piccola Maria de Los Remedios Alicia Rodriga Varo y Uranga. La madre Ignacia Uranga Bergareche è un’argentina di origini basche e il padre Rodrigo è un ingegnere idraulico valenciano trasferitosi ad Anglés, in provincia di Girona (Catalogna), per motivi di lavoro. I genitori sono immensamente commossi per la nascita di questa bambina, poiché ritrovano in lei uno spiraglio di consolazione in seguito alla morte della precedente figlia, che la madre aveva tanto desiderato dopo la nascita di due maschi: Rodrigo e Luis. Remedios cresce gentile, obbediente e ha un bellissimo rapporto con il padre, per il quale prova una profonda ammirazione e con il quale instaura un intenso dialogo. Negli anni a seguire però sentirà molto il peso di essere nata per sostituire la sorella. La sua esperienza ricorda quella di Salvador Dalì, anch’esso oppresso dalla presenza invisibile del fratello scomparso, situazione vissuta in maniera molto diversa dai due artisti. Se per Dalì questo sarà un motivo per ricevere più attenzioni e amore da parte dei genitori, Remedios sentirà per tutta la vita il peso di essere solo una ‘’sostituta’’.
La famiglia non resterà ad Anglés. A causa del lavoro del padre, si trasferiranno spesso e i continui spostamenti faranno sì che nessuno dei membri della famiglia riuscirà a trovare un reale senso di appartenenza in un posto preciso. Rodrigo lavorerà come incaricato degli affari di sua maestà il re di Spagna in Marocco e, per un periodo, la famiglia si trasferirà a Tangeri. Remedios, in realtà, rimarrà molto legata al piccolo borgo medioevale di Anglés, paesino dalle origini antiche, pieno di leggende che parlano di esseri mostruosi e di storie fantastiche che esortano sempre più la curiosità della piccola Remedios. La ragazza crebbe ascoltando queste narrazioni, dove la realtà si mescola col fiabesco, avendo ogni volta la sensazione di entrare in una nuova dimensione.

‘Ha subìto il fascino di questi racconti e, da attenta osservatrice della quotidianità, è arrivata presto all’idea che esista un legame tra passato e presente, tra mondi nascosti dentro altri mondi, un’idea che implicherà in futuro l’ipotesi che l’oggetto creato finisca con il ricreare il suo creatore. ¹

Nonostante la fervida fantasia, Remedios presenta un approccio fortemente scientifico nell’analisi dei fatti, seguendo la strada del padre. Questo contrasto tra l’amore per il fantastico e il pensiero scientifico sarà ciò che determinerà tutta la produzione artistica di Remedios.

Con i fratelli maschi non stabilisce mai una relazione affettiva profonda: Rodrigo, il maggiore, diventerà medico e non approverà mai i suoi interessi artistici e Luis, il minore, compagno di giochi, morirà di gastroenterite durante la guerra civile spagnola. ²

La piccola Remedios si approcciò al mondo della pittura grazie all’aiuto del padre. Egli fu un uomo dalla mentalità molto aperta che, notando la forte propensione nel disegno da parte della piccola, la spronò sempre di più a questo interesse che accomunò entrambi. La madre, tuttavia, legata agli schemi e alle regole imposte dalla società, fu sempre contraria alla passione della giovane ragazza, volendo da lei un futuro di madre e moglie sottoposta ad una figura maschile. Questo portò i genitori a mandare la figlia in un collegio gestito da religiose, dove, a contatto con ragazze disciplinate, rispettose e soprattutto appartenenti a ottime famiglie, cercarono di imprimerle precisi codici morali. In questo clima, Remedios risentì “della rigidità dei comportamenti durante il percorso educativo, della scarsa lungimiranza da parte di chi, ancorato alle rigide regole del convento, impartisce principi orientati, al di là del fondamento religioso, a dettare schemi e precetti assolutamente teorici e convenzionali. Così le sue letture di romanzi di avventura o di viaggio di Alexandre Dumas, di Jules Verne, di Edgar Allan Poe diventano un antidoto alle imposizioni riconosciute come tali e il suo immaginario si arricchisce di elementi onirici e surreali. Addirittura, scrive storie che nasconde sotto il pavimento della camera, tanto da alimentare la sua idea in noce di una vita sotterranea” ³

Remedios cercò dunque di stravolgere la sua quotidianità, ricorrendo alla sua fervida fantasia, esplorando mondi sempre più onirici ed immaginari. Al suo ritorno a casa, durante le vacanze, sperimentò principalmente con i ritratti dei familiari. Riguardo a questo argomento è giusto porre dei chiarimenti. Si sente spesso dire che le donne artiste si differenzino dai loro colleghi maschi soprattutto per l’inclinazione nel comporre esclusivamente autoritratti e ritratti familiari, come se esse, limitate nelle loro capacità, non siano in grado di produrre altro che un dipinto di un parente o di sé stesse. È giusto ricordare come in realtà le donne non avessero modo di confrontarsi con il mondo esterno, essendo a contatto esclusivamente con il ristretto nucleo familiare o con i collegi; dunque, vi era una carenza di soggetti su cui potersi esercitare. Il ruolo di Remedios è decisamente più ammirabile, è in grado di evadere da quella prigione, metaforicamente parlando, dando libero sfogo alla propria creatività.

Una delle opere più personali della pittrice messicana è “Rottura”. L’artista rappresenta sé stessa stringendo il mantello in modo protettivo. Appare autosufficiente e apparentemente sola, ma viene osservata da diversi occhi che seguono ogni suo movimento dalle finestre ad arco dell’edificio. Con essi Remedios vuole rappresentare gli occhi attenti della tradizione e del passato da cui si sta staccando, il controllo restrittivo che l’aveva spinta a seppellire le sue storie fantastiche d’infanzia.

Rottura, 1955, Messico

A metà degli anni ’20, all’età 15 anni Remedios venne iscritta alla Escula de Artes y Oficios di Madrid e due anni dopo frequenta la prestigiosa Academia de San Fernando dove avrà modo di confrontarsi con ottimi professori come: Manuel Bendito, Julio Romerk de Torres e Garnelo. L’ammissione all’Academia rappresentò per lei un grandissimo traguardo, essendo le accademie principalmente frequentate da uomini ed avendo una piccola percentuale di donne. Remedios apprezzò le qualità dei docenti, traendo beneficio dai loro insegnamenti, anche se dovette continuamente dimostrare le sue capacità e la sua vocazione artistica, in quanto donna.

Respira il clima effervescente di questi anni e ne subisce l’influenza. Nuove istanze artistiche si stanno facendo avanti, stimolando la fantasia e accrescendo il suo entusiasmo e la voglia di trasgressione. Alla Casa de Los Estudiantes risplende Federico Garcia Lorca, che suona come un angelo e compone magnifici versi. E poi c’è Dalì, che a causa del suo abbigliamento bizzarro è stato soprannominato il Polacco. Remedios è affascinata da questi compagni che vogliono a tutti i costi mandare in soffitta i “putrefatti”, detentori di un potere marcio nella politica come nell’arte. ⁴

Il surrealismo che trapela nell’atmosfera accademica diventa la scoperta e l’amore di un universo artistico incentrato sul mondo pittorico di Hieronymus Bosch e di Francisco Goya, lontano dagli schematismi accademici e animato da una grande libertà d’espressione e da uno stile onirico, visionario, che si fa interprete della parte «nera», dannata, dolorosa dell’essere umano. È questo contesto che portò Remedios a respirare l’aria di libertà inneggiata dal movimento che intendeva cambiare la vita e rinnovare il mondo.

Nel 1930 Remedios sposò Gerardo Lizàrraga. Pittore e disegnatore, anch’egli frequentò la Reale accademia di San Fernando, dove i due giovani si incontrarono. Il motivo che spronò Remedios a sposarsi fu l’idea che il matrimonio le potesse permettere una maggiore libertà ed emancipazione. Gerardo è un uomo con la testa sulle spalle, consapevole dei propri ideali: un convinto anarchico. Tuttavia, nonostante Gerardo voglia prendere parte alla guerra civile spagnola in favore della Repubblica, Lizàrraga se ne resta in disparte e, quado la situazione in Spagna inizia a peggiorare, si traferisce a Parigi con Remedios. La capitale francese permette a Remedios di confrontarsi con André Breton e il gruppo dei surrealisti.

Il surrealismo, infatti, affonda le sue radici con il poeta André Breton, che fu influenzato dalla lettura de “L’interpretazione dei sogni” di Freud del 1900 e dagli esperimenti con la scrittura automatica, attuati durante gli anni di lavoro negli ospedali psichiatrici, che influenzeranno la sua formulazione della teoria surrealista. Questo movimento si pone lo scopo di combaciare il “cambiare la vita” di Rimbaud e il “trasformare il mondo” di Marx attraverso la libera associazione. Infatti, si ritiene che il compito supremo dell’arte dell’epoca fosse partecipare coscientemente e attivamente alla preparazione della rivoluzione. ‘’Il Surrealismo lavora per portare alla luce questo tesoro da troppo tempo sepolto, per comprendere e ridurre le differenze che esistono tra gli uomini.” ⁵ Il surrealismo è un’altra filosofia della vita che ha come tema principale l’ambizione smisurata di cambiare il mondo e la vita, la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l’arte, le manifestazioni del subconscio. Da qui vi è un profondo studio ed interesse per tutto ciò che si nasconde nel nostro io più profondo. Si spiega così l’importanza data al sogno, agli stati psicopatologici, alla scrittura, alla pittura automatica, e cioè eseguita senza alcun controllo o censura del carattere etico o estetico. Nel caso di Remedios Varo, ritrovarsi al centro della voragine surrealista fu per lei tanto un terreno artistico quanto vitale. Il mondo sotterraneo della fantasia nella quale era costretta a nascondersi per anni, apre finalmente le porte ad una realtà sempre più reale, dove ha possibilità di esprimere la sua vena artistica.

fLa Spagna intanto sta attraversando un momento estremamente complicato. Durante la guerra civile ci ritroviamo davanti una serie intermittente di lotte fra le forze riformiste e quelle reazionarie. La guerra civile ha radici molto lontane. Fino agli anni ’30 il potere della monarchia, dell’aristocrazia terriera e della chiesa rimase quasi intatto. Due terzi della popolazione lavorava nei campi, dove le condizioni lavorative erano miserevoli, la prospettiva di vita era di appena trentacinque anni, l’analfabetismo era fortemente diffuso e industria e miniera fornivano solo una piccola parte dei posti di lavoro. In questo momento, industriali e operai premevano per un cambiamento. Allo stesso tempo, gli ufficiali dell’esercito protestavano per gli stipendi bassi e il sistema corrotto e nel 1917 per un istante vediamo operai, capitalisti e militari marciare per ripulire la politica spagnola e mettere fine al caciquismo. Il governo sfruttò l’occasione prima di tutto approvando le richieste dei militari. Attuò tale tecnica di modo che, quando i due maggiori sindacati spagnoli, i socialisti dell’Uniòn General de Trabajadores (UGT) e gli anarchici della Confederaciòn Nacional del Trabajo (CNT), avessero deciso di organizzare uno sciopero generale, l’esercito era ben felice di difendere il governo e reprimere gli scioperi. Gli industriali, preoccupati che gli operai scendessero ancora in piazza, entrarono in un governo di coalizione nazionale a fianco di conservatori e liberali. Tra il ’17 e il ’18 vediamo quindi la Spagna divisa in due gruppi ostili fra loro: da un lato operai e braccianti, dall’altro proprietari terrieri e industriali. Re Alfonso XIII (salito al trono nel 1902) per placare i disordini, autorizzò diverse azioni punitive violente contro i sindacati. Il 23 settembre 1923, Miguel Primo de Rivera, si nominò dittatore, con l’appoggio di Alfonso XIII e, venne nominato capo dello Stato. Il generale proclamò subito lo stato di guerra per reprimere ogni sciopero. Industriali, agrari ed esercito, per diversi motivi, non ebbero più fiducia nel dittatore, il quale a fine gennaio del 1930 si dimise. Il re si rivolse ad un altro generale, Dàmaso Berenguer, che formò una nuova dittatura militare cercando una soluzione che permettesse il ritorno alla monarchia costituzionale, ma il suo potere fu compromesso da repubblicani, agitazioni operaie e da rivolte da parte dell’esercito. Il re prese la decisione di andare in esilio e non rischiare di essere cacciato con la forza. Si respirava l’aria della Seconda Repubblica, vista dai ceti più adagiati come una minaccia e attesa dai ceti più umili.

Nelle elezioni dell’aprile del 1931 la coalizione di centro sinistra, con i socialisti del PSOE (Partido Socialista Obrero Español) insieme ai radicali, colsero una grande vittoria mettendo in allarme le forze reazionarie. Infatti, il 14 aprile 1931 nacque ufficialmente la Seconda Repubblica spagnola. La situazione internazionale era tutt’altro che propizia. Essa non ereditava solo gli errori economici commessi da Primo de Rivera, ma la Repubblica dovette fronteggiare diverse problematiche come la situazione economica estremamente precaria, in quanto quest’ultima era fondamentalmente in mano ai latifondisti. Da una parte i braccianti e gli operai riuscivano a malapena a sopravvivere, e piombarono in un clima di tensione rivoluzionaria, dall’altra le classi abbienti accumulavano ricchezza che trasferivano all’estero, creando una grave fuga di capitali che peggiorò le finanze nazionali. Il governo si trovò di fronte un bivio e tentò una strada mediana che scontentò tutti. I sindacati anarchici, soprattutto la Federación Nacional de Trabajadores de la Tierra (FNTT) e la CNT proclamarono decine di scioperi dove gli anarco-sindacalisti contavano ben 1,58 milioni di iscritti. La repubblica dovette fronteggiare anche il malcontento da parte della destra, che si oppose ad alcuni articoli della nuova Costituzione che prevedevano tagli ai finanziamenti del clero, allo scioglimento degli ordini religiosi, all’esproprio delle terre, dichiarando che solo le terre incolte potevano essere assegnate ai contadini, nel rispetto della proprietà privata. In molte località i contadini, stanchi della lenta applicazione della riforma agraria, occuparono le terre e vennero organizzati scioperi contro i licenziamenti e la diminuzione dei salari. Ciò venne sfruttato dalle destre per una campagna che diffamava la Repubblica, che veniva presentata incapace e sanguinaria. Sulla scena spagnola compare Gil-Robles dichiarando che solo il fascismo poteva essere una cura ai mali della Spagna e, allo stesso tempo, la destra cattolica plaudiva la distruzione dei movimento socialista e comunista in Germania ad opera del Partito nazista. Alle elezioni il centro sinistra si presentò in ordine sparso, mentre la destra riuscì ad organizzarsi sotto l’egida della CEDA. La destra conservatrice riconquistò il potere statale e durante quello che passa alla storia come “bienio negro”, la coalizione di destra decide di vendicare le presunte offese subite, dando inizio al conflitto di classe. Operai e contadini non potevano sopportare un governo determinato a cancellare quei tentativi di miglioramento della loro condizione di vita. Nel maggio 1934 il leader storico e carismatico dei monarchici, José Calvo Sotelo, tornò in Spagna dopo tre anni d’esilio. Gli scontri nelle piazze si moltiplicarono e nel marzo del ‘34 a Saragozza gli anarchici proclamarono quattro settimane di sciopero, dove il CEDA rispose con un enorme raduno in cui duecentomila giovani giurarono fedeltà a Gil-Robles al grido di “¡Jefe! ¡Jefe! ¡Jefe!”. Il 3 ottobre del ’34 la UGT organizza uno sciopero generale non violento, che in realtà consentì alle forze di polizia di arrestare i leader della classe operaia e stroncare lo sciopero. Solo nelle Asturie il PSOE insieme a UGT, CNT e ai comunisti insorsero spontaneamente sotto il nome di Alianza Obrera e il generale Francisco Franco, al comando della Legione spagnola, soppresse nel sangue l’insurrezione in quella che passò alla storia come “rivoluzione d’Ottobre delle Asturie”, che determinò la fine della Repubblica. Quest’onda rivoluzionaria preoccupava non poco le classi dirigenti, che temevano la distruzione dello status quo a loro favorevole. Nel 1936 le forze di sinistra si unirono nel Fronte Popolare, che vinse le elezioni. La destra era più che mai determinata ad imporre una nuova dittatura. Essa poteva inoltre contare sull’appoggio di una nuova forza, la Falange, fondata da Josè Antonio Rivera, figlio di Primo, nel 1933. La Falange era del tutto simile, se non peggiore, alle squadre fasciste italiane.

L’opera ‘’Il doppio agente’’ venne dipinta dalla Varo nel 1936, quando in Spagna cominciava la guerra civile. Tratta la problematica politica e le condizioni di paura in cui versava l’umanità. Analizzando il quadro, notiamo che sulla parete vi sono rappresentati sette seni femminili che sembrano fissare l’osservatore. Il numero sette vuole rappresentare i peccati capitali, apparsi tutti durante la guerra civile. Nella parte inferiore compare un albero che rappresenta l’unione simbolica di tre mondi: quello infernale, quello terreno e quello celestiale. Sul pavimento vi è una lunga fessura che simboleggia la vagina, dentro la quale cadono alcuni spermatozoi che potrebbero anche essere le sottili radici dell’albero dei tre mondi. La rappresentazione è senz’altro provocatoria, considerata l’epoca in cui l’opera è stata eseguita, poiché intravediamo evidenti richiami alla sessualità e rappresenta con efficacia il clima angosciante della Spagna di quel periodo storico. L’esperienza traumatica della guerra civile spagnola ha segnato profondamente Remedios che ha vissuto quei tragici eventi con una forte consapevolezza.

Il doppio agente, 1936, Spagna

Nella composizione di ‘’Marionette vegetali’’, la Varo riprende moltissimo la pittura di Giuseppe Arcimboldo. La sua pittura è caratterizzata dalla personificazione di figure vegetali in figure umane. Nell’opera Remedios crea un ibrido tra le figure umane e quelle vegetali, che danno l’impressione di rappresentare dei burattini; infatti, vi è la presenza di fili che muovo e controllano i personaggi. L’opera ricorda il “Sonno” di Dalì, ma in realtà presenta un messaggio più inquietante e cupo: i fili che controllano le marionette indicano una chiara denuncia sociale per coloro che vengono manipolati da altri e che non hanno la forza di rompere i propri fili per guadagnare la libertà che meritano e per la quale non sono pronti a lottare e a combattere.

Marionette vegetali, 1938, Spagna

La stessa Remedios è testimone di atti violenti nelle numerose rivolte ai tempi della Repubblica, vivendo nel terrore degli spari e gli assalti della guerra civile spagnola. Sebbene queste azioni non furono rivolte esclusivamente contro le donne, furono atti per i quali queste ultime soffrirono loro malgrado.

Il matrimonio con Lizàrraga a Parigi inizia a deteriorarsi e i due decisero di ritornare in Spagna. Qui la Varo intraprese diverse relazioni con altri uomini e nella scena amorosa di Remedios compare Benjamin Perét, arrivato a Barcellona per schierarsi con il Fronte Popolare Repubblicano. Perét, attraverso la sua poesia, infiammò gli animi recitando i suoi versi. Infatti, proprio a quel tempo, pubblicò “Non mangio di quel pane”, una raccolta poetica in cui a forti toni intrinsechi dello spirito surrealista si aggiungono toni sarcastici nei confronti delle istituzioni e dei loro rappresentanti. L’anno successivo Remedios e Benjamin Perèt si trasferiscono a Parigi, che in questo periodo non è soltanto il punto di aggregazione di artisti e intellettuali, ma anche il punto centrale delle rivendicazioni sociali. Remedios, arrivata da poco nella capitale, si ritrova completamente indebolita dal dolore e dalla sofferenza di una guerra fratricida e disumana e si rende conto di dover affrontare i primi problemi nella capitale francese, primo tra tutti trovare un’occupazione stabile che le garantisca del pane tra i denti durante la giornata.

Qui, in Francia, vediamo la nascita di due contrapposte correnti parlamentari della sinistra, insieme alla corrente anarchica (dispersa in tre organizzazioni), più molte altre organizzazioni monotematiche. SFIO (il partito socialista francese. Esso era di stampo socialdemocratico e di corrente revisionista); SFIC (il partito comunista francese, di stampo stalinista); un più grande partito formato dalle allora più grandi forze politiche della sinistra radicale, comunisti e anarchici. Questo partito si divise in tre organizzazioni: L’Union Anarchiste; Faf (caratterizzata da posizioni più ortodosse e critiche rispetto alla CNT); CGT-SR (un piccolo movimento anarco-sindacalista, il corrispondente francese della CNT spagnola). L’idea fu quella di porre, come condizione necessaria affinché il fascismo fosse sconfitto, un’alleanza “socialcomunista” fra partiti filosovietici e socialdemocratici europei in nome di un’alleanza antifascista. Questa idea fu accolta dal SFIC, dal SFIO, dai radicali e da parte dei sindacati, infatti si allearono e sancirono la nascita del “Fronte popolare”. Questo grande partito diviene il primo in Francia nel 1936 con la maggioranza di SFIO e SFIC e la minoranza del Partito Radicale; intanto i sindacati si fusero. Nel Fronte Popolare venne messo all’esecutivo, grazie ai voti della componente della coalizione, Leon Blum. La classe operaia indusse scioperi nati spontaneamente, occupando le proprie fabbriche, avendo un certo supporto da parte della società civile, con anche un certo grado di coscienza di classe. Leon Blum diede l’ordine generale di cessare con gli scioperi e le occupazioni e il governo di Parigi rispose a tali scioperi in maniera estremamente violenta, mandando corpi di polizia contro gli stessi lavoratori. Blum, per non inimicarsi i sindacati, diede nuovi diritti ai lavoratori; diritti che scomparvero un anno dopo, i sindacati non diedero più il consenso al FP. In questo contesto nacque un nuovo movimento nella sinistra radicale francese che passò alla storia come “comunismo del terzo campo”. Fu un movimento che nacque spontaneamente da i “gauchistes”, si pose contro il revisionismo e l’autoritarismo stalinista e fu composto da tutte le organizzazioni della sinistra radicale ostili al Fronte Popolare, con un obbiettivo principale: eliminare il dualismo distorto quale poteva essere il dualismo tra socialdemocratici e stalinisti e le conseguenze dell’esercizio di questo potere.

Remedios, in questo clima teso e complicato, trova una consolazione nei bar parigini che diventano per lei un punto di riferimento in un mare di incertezze, pieno di domande e di preoccupazione che riguardano la sua terra d’origine, la Spagna. Si domanda quando la guerra cesserà e quando la Spagna potrà vantare di un minimo di tregua e di pace, ma purtroppo Remedios ancora non sa che presto il generale Francisco Franco chiuderà le frontiere a tutti quelli che hanno avuto contatti con la Repubblica e lei non potrà più ritornare in patria.

Questo clima è fortunatamente addolcito dall’influenza del gruppo di Breton e dei surrealisti, dove Remedios ascolta, impara e dipinge. Le sue opere sono giudicate in maniera positiva da Breton e i compagni; infatti, una riproduzione del quadro ‘’il Desiderio’’ viene pubblicata sulla rivista surrealista ‘’Minotaure”. Questa è una delle maggiori riviste in cui è sintetizzata la poetica surrealista, incluso l’interesse per l’etnografia, l’archeologia e la psicoanalisi, riuniti in una specie di visione enciclopedica che serve a mantenere fertile e universale il terreno dell’arte. Era una rivista sontuosa e stravagante per gli standard degli anni ’30, abbondantemente illustrata con riproduzioni d’arte di alta qualità, spesso a colori.

Nell’opera “Il Desiderio” Remedios raffigura una pianta in continua crescita per rappresentare allegoricamente il desiderio sempre vivo nell’essere umano. Nel dipinto ‘’si osservano dei floridi germogli simbolo dell’impossibilità di impedire la crescita di quei desideri che appartengono a tutti gli esseri umani e che, nonostante possano essere distorti o indeboliti dalla morale comune, non potranno mai essere estirparti del tutto poiché costituiscono il motore principale della vita’’. ⁶

Il desiderio, 1936, Spagna

A Parigi, le è stato affibbiato un ruolo che non le si addice, si ritrova ad essere semplice compagna di Perèt e oggetto di amore sublime. Finché resterà a Parigi, ascolterà in silenzio i discorsi dei surrealisti sulle donne e sull’amore, confessando di essersi sentita esclusa e non all’altezza delle discussioni, spesso astratte e fini a sé stesse. Il conoscere sé stessi implicherà la presa di coscienza, da parte dei surrealisti, del fatto che, a livello psichico, ogni uomo è androgno, maschio e femmina coesistono allo stesso tempo. Per Remedios, il cammino verso la conoscenza porta all’incontro con il proprio doppio capace di farle riscoprire le proprie potenzialità.

Nell’universo surrealista la donna è sempre proiezione del desiderio maschile o strumento attraverso cui l’uomo può sperimentare il mistero. La donna diventa detentrice di poteri magici e metamorfici ed è considerata, allo stesso tempo, dea e serva. Ed ecco che le compagne degli artisti, spesso valenti e talentuose pittrici, si ritrovano in una posizione subalterna, essendo riconosciute come amanti, amiche o muse ispiratrice degli uomini del movimento. Pur supportando l’uguaglianza fra generi e le pratiche artistiche delle donne, la donna viene rappresentata nei diversi ruoli che questo immaginario le fa incarnare: è vergine, bambina, creatura celestiale e, al contempo, strega, oggetto erotico, femme fatale. Ma questa identità multipla finisce per schiacciarla.

I surrealisti da una parte sostengono la lotta per la libertà della donna affinché non sia schiava della casa e del focolare domestico, ma al contempo tendono a rappresentare un femminile totalmente dipendente, privo di soggettività, esito della proiezione del desiderio maschile […] negli anni 20 le donne iniziano a lottare per i propri diritti. Breton e il circolo dei surrealisti si trovano in una posizione scomoda perché se per la carica rivoluzionaria che caratterizza il movimento vogliono sostenere l’affermazione sociale della donna di fatto il cuore della poetica surrealista affonda le radici nella rappresentazione bipolare del femminile di matrice romantico-simbolista. La donna, protagonista della poetica bretoniana, è più un’immagine di bellezza tremolante all’ombra di sogni e immaginazione che un’eroina sociale o politica ⁷

Mai uguali al compagno, le donne sono tutt’al più indefinite presenze che vivono all’ombra di lui, a cui è affidato il compito di elevare l’umanità al di sopra della materia bruta. Secoli di pregiudizi, di prevaricazioni, di abusi, di ingiustizie nei confronti delle donne che non hanno ottenuto maggiore spazio o riconoscimenti nell’ambito della società in cui vivono. Ingiuriate, stuprate, recluse nei manicomi o uccise, le streghe sono presenti in ogni epoca e in qualsiasi contesto sociale. A tal proposito, vale la pena ricordare un episodio accaduto nel 1933 nella civile e progredita Francia, dove le donne senza figli erano considerate fomentatrici del “suicidio della razza” e le operaie, pagate meno degli uomini, erano accusate di sottrarre posti di lavoro alla manodopera maschile.

L’unica difesa […] arriva da parte surrealista, con manifesti e volantini polemici e con un serio contributo clinico da parte di un giovane psicanalista, Jaques Lacan, allora simpatizzante del movimento. Infatti, in questa fase la psicoanalisi, presente da sempre tra i mattoni dell’edificio surrealista, si rivela il miglior antidoto a ogni azione repressiva, perché continua a sostenere i diritti della verità dell’inconscio e della persona contro qualunque appartenenza ideologica o sociale. ⁸

Nel dipinto ‘’Le anime dei monti’’ Remedios raffigura le montagne, sotto forma di sottili tubi vulcanici, in cui si ergono dalla nebbia intrinseca di luce delle figure femminili. Un velo traslucido ondeggia tra di loro, probabilmente l’inizio di un cammino che queste anime dovranno percorrere una volta emerse dalla loro prigione di pietra. Allegoricamente spiega la condizione della donna rilegata in un ruolo statico che non prevede trasformazioni. Il dipinto prende vita da una forte denuncia sociale, infatti Remedios era cosciente della violenza che la società esercitava sulle donne in Spagna, in cui il numero di umiliate, violentate e assassinate aumentava in maniera esponenziale. La Spagna non era l’unico paese macchiato di ipocrisia; all’apparenza si respirava aria di un mondo civilizzato, democratico ed egualitario, in realtà dietro questa maschera si riversano dei paesi ancora legati al ‘’vecchio mondo ’’. Remedios non parteciperà mai attivamente ad alcun movimento femminista, ma rivendicherà una maggiore libertà ed emancipazione, anche se il principio fondamentale a cui l’artista si ispira è quello della libertà individuale e del rispetto del prossimo. Il suo pensiero si rivolge a tutta l’umanità, senza alcuna preclusione di sesso. Il cosiddetto femminismo della Varo è piuttosto da identificarsi nella sua volontà di dare vita, dal punto di vista artistico, a un universo visionario incentrato sulla figura femminile che non è più musa ispiratrice o mero oggetto del desiderio, ma oracolo di visioni future e generatrice di nuove possibilità.

[…] È altresì evidente notare che questo percorso di crescita interiore è quanto di più lontano si possa immaginare da alcune teorie femministe che si limitano a contrapporre l’universo maschile a quello femminile. Per entrambe l’artista non vi è altro valore da considerare che quello della persona nella sua interezza. Si tratta di un valore importante nonché di un segno dell’esistenza di uno stato di mezzo tra realtà e magia, di mescolanza di differenti verità che concorrono alla conoscenza di sé e, in arte, portano al metamorfismo surrealista, vale a dire alla rappresentazione di corpi ibridi conseguenti a una metamorfosi tra uomo, animale, o pianta, tra uomo e oggetto inanimato, tra uomo e creatura fantastica, dando vita ad un mostro meraviglioso e inquietante, ma dal forte potere evocativo. ⁹

La conoscenza di sé comporta, inevitabilmente, il superamento dei propri limiti e, per Remedios, questo processo non può escludere l’altro, vale a dire il diverso da noi. È proprio dal riconoscimento delle
differenze, delle personali potenzialità che nasce il rinnovamento, la trasformazione, il completarsi reciproco. Un messaggio che pone l’accento sull’importanza del giungere al rinnovamento insieme all’altro, trasformando così la propria esistenza e quella di tutta l’umanità.

Le anime dei monti, 1938, Spagna

Intanto, nella penisola iberica la situazione è gravissima. Dopo le elezioni del febbraio 1936, i politici di destra e i generali dell’esercito iniziarono a temere quella che consideravano l’influenza “bolscevizzante” della sinistra e cominciarono a programmare segretamente una rivolta. Il 13 luglio José Calvo Sotelo fu assassinato dalle guardie d’assalto repubblicane in segno di rappresaglia per l’omicidio del collega, il tenente José Castillo. Questa dinamica tra attentati fascisti e attentati di rappresaglia da parte degli antifascisti porta allo scoppio della guerra civile spagnola. I generali guidati da Emilio Mola decidono di approfittarne dell’occasione per organizzare il colpo di stato. Il 17 luglio 1936, partendo dai possedimenti spagnoli in Marocco, l’esercito spagnolo, guidato da generali ultraconservatori e ultrareazionari, si ribella al governo del Fronte Popolare democraticamente eletto. Il colpo di Stato viene represso soprattutto a Madrid e a Barcellona, dove abbiamo una folla compatta di militanti socialisti, comunisti, anarchici e di lavoratori. Sebbene si trattasse di un conflitto interno, l’intervento delle forze internazionali fu fondamentale ai fini dell’esito della guerra civile. A causa dell’accordo di non intervento sottoscritto dalle principali potenze mondiali, a entrambe le fazioni del conflitto fu negato il diritto di acquistare o ricevere materiali bellici. Tuttavia, l’accordo venne violato. Mentre la repubblica stentò a procurarsi armi ed equipaggiamenti, nonostante l’appoggio dei sovietici, i nazionalisti ricevevano un flusso costante di armi da parte dei fascisti. Questa fu la chiave per la vittoria di Franco e significò la rovina per la repubblica. In realtà, il fascismo italiano aveva già finanziato segretamente i falangisti spagnoli, ma dopo il colpo di stato franchista Mussolini esce allo scoperto inviando in Spagna un contingente di ottantamila volontari, settecentocinquanta velivoli, compresi gli aerei di bombardamento e diverse navi da guerra. Hitler invece ha inviato un numero minore di soldati e sta utilizzando la Spagna come una sorta di palestra dove verificare l’efficacia dei suoi bombardamenti. Infatti, nonostante fossero una regione cattolica, i Paesi Baschi, nel nord del Paese, rimasero fedeli alla repubblica per avere la propria autonomia. La legione Condor tedesca bombardò la città di Guernica il 26 Aprile 1937, radendola al suolo. Si scatenò subito il caos, le persone cercarono di rientrare nei rifugi, si resero presto conto che gli stessi non erano in grado di resistere alle bombe di maggior calibro e all’interno degli stessi si svilupparono fiamme e molte persone morirono soffocate dal fumo nei ripari. A quel punto le persone si riversarono fuori città fuggendo attraverso i campi, ma i cacciabombardieri italo-tedeschi scesero a mitragliare uomini donne e bambini. Le perdite furono circa un terzo della popolazione.

La parte repubblicana ebbe comunque pochi aiuti da parte dall’Unione Sovietica, poiché le navi dovettero attraversare tutto il Mediterraneo, già pieno di sommergibili italiani che li affondarono. Le brigate internazionali erano formate da volontari che combattevano per difendere la repubblica. I volontari che si unirono alle brigate e ai servizi medici internazionali furono 35.000 (molti dei quali erano stati esiliati dalle dittature fasciste europee). Tra loro vi erano anche esuli antifascisti tedeschi ed italiani. Le donne si mobilitarono su vasta scala unendosi ai partiti, ai sindacati e ai gruppi politici femministi esistenti. Imbracciarono anche loro le armi le armi: quella della miliciana (donna armata) divenne una potente immagine della rivoluzione e della resistenza antifascista. Nell’inverno del 1938, Franco mise gli occhi sulla Catalogna; l’Esercito Popolare Repubblicano aveva subito gravi perdite, da cui non si sarebbe più ristabilito, dopo la battaglia dell’Ebro. Le unità avevano perso molti dei loro armamenti e delle truppe più esperte. I nazionalisti, oltre ad avere un gruppo d’armate nettamente superiori, disponevano del doppio di armi, aeroplani e cannoni rispetto ai repubblicani. Il 23 dicembre 1938 l’offensiva nazionalista ruppe le linee repubblicane. I repubblicani riuscirono a fermare il primo attacco dai nazionalisti, ma in seguito a molti scontri, i nazionalisti avevano già conquistato un terzo della Catalogna, preso 23.000 prigionieri e ucciso 5.000 soldati repubblicani. Il governo repubblicano provò a organizzare la difesa della capitale, ordinando la mobilitazione. Ciononostante, le forze repubblicane si ritrovarono in grave inferiorità numerica, mentre l’aviazione nazionalista eseguiva quotidiani bombardamenti di Barcellona. Divenne chiaro che la difesa della città era impossibile. In seguito alla caduta della Catalogna, nel febbraio 1939, un’immensa ondata di rifugiati attraversò il confine per raggiungere la Francia. Più di mezzo milione fra civili repubblicani, soldati e membri delle brigate internazionali compiono questo viaggio di sola andata per sfuggire all’avanzamento degli eserciti di Franco. Esausti e terrorizzati dall’altra parte del confine furono incarcerati in campi di internamento dalle autorità francesi. La guerra civile si concluderà il 5 marzo del 1939 con la vittoria di Francisco Franco e l’instaurazione di una dittatura fondata sul potere legislativo del “Caudillo”. La feroce repressione degli oppositori da parte del regime franchista durerà fino al 1975 e causerà la morte di 200.000 antifascisti, centinaia di migliaia condannati a pene varie e circa 300.000 esiliati. Tra i primi atti del dittatore ci sono il divieto di usare la lingua basca e quella catalana e l’abolizione dell’autonomia delle due regioni. Francisco Franco non ha fatto quasi mai prigionieri: ha ucciso tutti quelli che hanno appoggiato apertamente o indirettamente la repubblica. Tra le vittime illustri della guerra civile spagnola vi è il poeta Federico Garcia Lorca, il diamante dell’Academia di San Fernando. Lorca è stato arrestato con l’accusa di essere socialista, massone e di praticare l’omosessualità. Sorpreso in casa di amici dove si era rifugiato, Lorca viene fucilato subito dopo. I surrealisti sono sconvolti da questa notizia, ma più di tutti lo è Dalì che era particolarmente legato a Lorca.

I venti di guerra soffiano sempre di più e Remedios sente di essere ritornata al punto di partenza, sente di star riperdendo quel piccolo spiraglio di libertà, in cui ogni diritto non le è più garantito, aggravato da un sentimento di profonda angoscia delle notizie che arrivano dalla Spagna, dove non è più la libertà del singolo ad essere in pericolo, ma quella di tutti. Infatti, Nel 1938 Barcellona era già caduta nelle mani delle forze ribelli e la guerra aveva i mesi contati. In Spagna iniziava una nuova epoca di repressione, di terrore e di fame. Con la vittoria del generalissimo Franco, Remedios comprende che non potrà fare ritorno in patria e si angoscia all’idea di non riabbracciare i suoi familiari. Remedios si ritrovò a vivere un periodo alquanto particolare, il marito Benjamin Perèt venne arrestato a causa delle sue simpatie politiche. La Varo venne considerata sospetta, per via del legame con Perèt, e nel maggio del 1940 venne arrestata. Sarà liberata poco prima dell’ingresso dei tedeschi a Parigi, il 14 luglio dello stesso anno. Per tutta la vita la Varo decise di non esporsi e raccontare quest’esperienza intrinseca di orrore, repressione e paura. A detta di chi l’ha conosciuta, la sua esperienza in carcere, fu immensamente traumatica e dolorosa. Non è da escludere la teoria di uno stupro, annesso ad un abuso di potere, da parte dei carcerieri. In tutto questo, il clima a Parigi è angosciante. Con l’ingresso di nazisti in città si era aperta la porta alla disperazione, alla persecuzione, al martirio e, soprattutto, all’esodo. Parigi non era più padrona di sé stessa, ma si era trasformata in una città pericolosa per i suoi residenti. Remedios prenderà la decisione di fuggire con il marito Perèt da Parigi, essendo una città estremamente pericolosa in questo periodo storico, nonostante il viaggio presenta molti rischi.

Il Messico le permetterà di confrontarsi e di parlare apertamente, è una terra dove la libertà di essere sé stessi non le sembrerà più soltanto una mera illusione. Il loro ingresso in Messico venne in un primo momento vietato poiché Perèt è di nazionalità francese, ma il presidente Càrdenas si dimostrò molto cordiale nei confronti degli artisti e degli intellettuali spagnoli. Il Messico sarà una terra in cui verranno accolti non solo esiliati spagnoli, ma tutti quelli europei che hanno dimostrato di essere antifascisti. Infatti, tra le condizioni che spingono molti esuli in Messico vi è principalmente la certezza che riguarda una nazione dichiaratamente antinazi-fascista. Città del Messico accolse dunque un gran numero di stranieri, anche se gli non saranno mai integrati con gli autoctoni, limitandosi ad essere presenti negli stessi spazi espositivi. Il governo ha stretto un vincolo più forte con i vicini Stati uniti che, come i messicani, temono un attacco dei giapponesi sulle coste del Pacifico. In realtà le esigenze degli americani non riguardano soltanto la difesa dei confini. L’interesse nei confronti del Messico è dettato anche da altri motivi: gli Stati Uniti hanno bisogno di rimpiazzare gli operai statunitensi che sono partiti per il fronte e chiedono perciò al governo messicano di fornire nuova manodopera. Il rapporto dei surrealisti con il Messico è alquanto particolare. Alcuni dei massimi esponenti del surrealismo hanno avuto meravigliose impressioni, basti pensare al padre del surrealismo André Breton che ha definito il Messico come l’unico paese al mondo istintivamente surrealista, o Salvador Dalì, affermando di non voler ritornare in un paese più surrealista dei suoi quadri. In Messico, Remedios Varo ha la possibilità di realizzare i costumi per il Gran teatro del Mundo di Calderón de la barca e collabora con Marc Chagall. La Varo è sempre stata caratterizzata dall’interesse per l’alchimia, per l’indimostrabile e la passione per la ricerca e la metodologia scientifica. Sembrerebbe un forte controsenso, ma si è dimostrato come Remedios abbia metaforicamente trasmesso nei suoi dipinti alcune delle teorie scientifiche più rivoluzionarie e complesse del nostro tempo, quali la teoria speciale della relatività di Einstein e la teoria di Darwin dell’evoluzione. Le macchine degli alchimisti raffigurate nei suoi dipinti, presentano un immenso studio scientifico; infatti, essi non sono dei semplici elementi decorativi. In uno dei primi libri di testo sulla relatività generale, “L’enigma della gravitazione” di Peter Bergemann, è mostrato uno dei dipinti della Varo, “Fenomeno dell’assenza di peso”, sulla copertina.

Nel dipinto “Armonia”, ad esempio, intravediamo uno scienziato androgino che studia e cerca di creare una “teoria del tutto”, utilizzando un rigo musicale, come dispositivo organizzativo. Lo scienziato poggia sul pentagramma verdure, animali, pietre, piramidi, un pezzo di carta con un pi greco scritto a sei cifre. Da un muro, vicino agli oggetti, sporge la mano del caso, ingrediente essenziale per il successo scientifico che permette allo scienziato di aggiungere ingredienti alla composizione in corso. Remedios cerca di trasmettere i momenti più profondi e creativi della vita di uno scienziato. La frenesia di quando un ricercatore osa per la prima volta immaginare un modello di come funzionano le cose che differisce radicalmente dai modelli precedenti.

Armonia, 1956, Messico

Nel dipinto “L’Apocalisse o l’Orologiaio”, un orologiaio androgino è circondato da orologi a pendolo che mostrano la stessa ora, nonostante la figura indossi abiti di un’epoca diversa. Improvvisamente, un disco vorticoso gira nella sua finestra e lui alza lo sguardo alla ricerca di uno studio fondamentalmente nuovo di come funzioni il tempo. L’orologiaio rappresenta il nostro tempo ordinario e tutti i suoi segnatempo operano all’interno del costrutto newtoniano di un “universo meccanico”, un sistema di assoluti in cui il flusso del tempo è immutabile. L’opera vuole rappresentare la visione della Varo della rivelazione einsteiniana che il tempo è relativo.

L’Apocalisse o l’Orologiaio, 1955, Messico

Anche in “Fenomeno di assenza di gravità” osserviamo un uomo, probabilmente uno scienziato, all’interno di una stanza piena di un certo numero di planetari sugli scaffali. La figura presenta anche dei capelli einsteiniani. Un planetario, della Terra e della Luna, si è staccato dalla sua base e galleggia nell’aria. Inoltre, la stanza è duplicata e sovrapposta all’originale, ma con un angolo di 30°. Ciò spiega la teoria della relatività speciale. Per rappresentare le cosiddette equazioni di Lorentz, che sono al centro della rivelazione di Einstein, si disegna un grafico standard con gli assi X e Y e in seguito ruotare il grafico di 30 gradi per mostrare come il tempo e lo spazio si spostano per diversi stati di movimento. Lo scienziato appare come spaventato, ma allo stesso tempo sorpreso. Vede che esiste un altro modo di trattare la gravitazione ed è stupito della sua stessa idea.

Fenomeno di assenza di gravità, 1963, Messico

In Messico Remedios ha la possibilità di confrontarsi e conoscere Leonora Carrington, artista inglese che aderì al movimento di Breton. Le due artiste stringono una grandissima amicizia, presentano entrambe uno spiccato senso di libertà, un grande talento artistico e un profondo interesse per il mondo magico.

Vi sono in Messico due streghe stregate, non hanno mai ascoltato voci di elogio, o di biasimo, di scuole o di partiti e molte volte hanno riso al padrone senza faccia. Indifferenti alla morale sociale, all’estetica e al prezzo, Leonora Carrington e Remedios Varo attraversano la città con un’aria di indicibile e ineffabile leggerezza. Dove andranno? Dove le chiama immaginazione e passione…

Octavio Paz

A peggiorare la situazione sentimentale tra Benjamin e Remedios è un’inaspettata gravidanza. Remedios non rifiutò mai l’idea della maternità, ma prenderà la sofferta decisione di interromperla, dettata principalmente dalle condizioni economiche precarie all’interno del nucleo familiare, che non le consentono di affrontare con tranquillità l’idea di crescere un bambino. Negli anni a seguire lei non sarà infelice della scelta presa. A differenza di Frida Kahlo, ad esempio, avrà la coscienza di avere operato una scelta indotta dalle circostanze. Per la Varo è di fondamentale importanza che il ruolo di madre non si riduca alla semplice cura della prole. Remedios fu consapevole delle difficoltà di sfuggire al ruolo imposto alle donne da una società maschilista, ma è anche certa della possibilità, tutta femminile, di mettere in discussione certezze e dogmi sollevando quanto meno il dubbio, l’unico capace di indurre a una nuova analisi della realtà, traendone poi le relative conclusioni.

Il legame tra Remedios e Perèt si sfalderà quando lui ritornerà a Parigi, con cui la Varo manterrà un rapporto di amicizia, come nelle precedenti relazioni. Più tardi conobbe Jean Nicolle, un giovane pilota dal carattere estremamente vivace, simpatico ed estroverso, una persona molto diversa dal poeta francese Benjamin Perèt. Jean Nicolle fu una boccata di aria fresca nella vita dell’artista, sarà determinante per aiutare Remedios a superare e risolvere le sue sofferenze e le sue insicurezze. Inoltre, come abbiamo già visto, sappiamo che Remedios cercò lavori di vario tipo, cercando di rendersi indipendente, ma si tratta di situazioni momentanee che non risolvono la sua condizione economica. Fortunatamente, creerà slogan per una farmacia, che finalmente le assicura un’entrata fissa ed anche la possibilità di adoperare e migliorare la sua arte.

Una delle esperienze che più hanno delineato il carattere di Remedios fu sicuramente il viaggio in Venezuela in compagnia di Jean Nicolle. Proprio in questo paese l’artista potrà rivedere la madre e il fratello Rodrigo. In Venezuela Remedios lavorerà come disegnatrice tecnica per il Ministero delle Salute Pubblica. In questi due anni colmi di esperienza, l’artista parteciperà ad una spedizione nelle pianure dell’Orinoco, approfondendo lo studio anatomico di svariati insetti nell’ambito di uno studio epidemiologico sulla malaria.

Malaria, 1947, Venezuela

Remedios realizzerà un altro dipinto sull’esperienza vissuta: “Esplorando le sorgenti del fiume Orinoco’’.
La figura rappresentata è un personaggio androgino in abiti da esploratore che naviga lungo le rive del fiume Orinoco su un’imbarcazione di stoffa. Ciò che cattura la nostra attenzione è proprio la figura androgina, tanto approfondita dai surrealisti. Probabilmente la figura in questo dipinto sembra ispirarsi ad un romanzo di Jules Verne, il superbo Orinoco, un testo particolarmente amato da Remedios. Nella storia, la protagonista si traveste da uomo e parte per una spedizione in Venezuela, con la speranza di ritrovare il padre disperso.

Esplorando le sorgenti del fiume Orinoco, 1959, Messico

La casa di Remedios diventò fin da subito un luogo d’incontro per i rifugiati europei. Remedios avrà modo di conoscere Imre Emerico Weisz Schwartz, detto “Chiki”, dal termine “cziki”, che significa solletico. Egli era un ebreo ungherese che prese parte alla lotta antifascista e che svolgeva il ruolo di fotoreporter con il quale ha documentato gli avvenimenti che hanno riguardato il Fronte Popolare Spagnolo. Chiki, in seguito, venne imprigionato in un campo di concentramento francese in Marocco, da cui riuscì a fuggire trovando supporto da parte di Remedios. Chiki fu un amante del divertimento e delle risate, aveva un viso vivace ed estremamente allegro, ma un passato eroso dalla sofferenza e dalla tragedia. Difficoltà che Chiki si sforzerà per tutta la vita di soccombere senza riuscirci del tutto. L’amicizia con Remedios permise ad Eleonora Carrington di confrontarsi con Chiki, tra cui nacque subito una profonda intesa. Entrambi furono caratterizzati da profonde differenze, in effetti Chiki appartiene ad un’altra religione, parla un’altra lingua e ha sofferto povertà e privazione. Leonora, invece, proviene da una famiglia agiata e ha goduto da giovane di molti privilegi. Nonostante tali differenze Chiki e Leonora stabilirono una incantevole sintonia: entrambi anticonformisti, hanno imparato dalla vita a non aver paura di nulla.

Ritornata dal Venezuela, la Varo fece ritorno in Messico dove, nel 1956 tenne la sua prima mostra personale a Città del Messico. La mostra avrà un successo a livello nazionale. Molti si misero in lista come acquirenti delle sue opere future. Diego Rivera in persona rimase estremamente affascinato dal lavoro originale dell’artista spagnola, ancora incredula del successo riscontrato dalla mostra. L’apprezzamento da parte dell’artista Rivera contribuirà infatti tantissimo a dare notorietà a Remedios, che da questo momento in poi acquisterà fama in Messico.

Una delle opere più importanti della Varo prodotte in questo periodo fu ‘’donna che esce dallo psicanalista’’. Come gran parte delle opere della Varo, la figura rappresenta sé stessa. Un tratto estremamente particolare lo ritroviamo sulla porta a sinistra dove la donna vede una targa con su scritto ‘’Doctor VetFJA’’. Le lettere maiuscole indicano i massimi esperti della psiche umana secondo Remedios: F sta per Freud, J Jung e A Adler. In una mano tiene la pelle del viso del padre, con la mano sinistra cerca di reggere un cesto dove all’interno ritroviamo un orologio, che simboleggia il tempo, una luna simbolo di femminilità e una chiave che rappresenta la risposta alle sue domande.

Donna che esce dallo psicanalista, 1960, Messico

In “Scoperta di un geologo mutante” la Varo vuole esporre i suoi timori sugli effetti distruttivi conseguenti ai progressi scientifici. Ciò che spingerà l’artista a dipingere quest’opera riguarda la tragedia di Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La comunità scientifica tutt’oggi, sta prendendo in esame la possibilità di riconoscere l’Antropocene come una nuova era geologica in cui l’ambiente terrestre è fortemente condizionato dagli effetti dell’azione umana. La ricerca è volta a dimostrare il passaggio dall’attuale epoca geologica, l’Olocene (iniziata circa 11.700 anni fa) all’Antropocene. Secondo gli scienziati l’Antropocene avrebbe avuto inizio con i primi test con bombe all’idrogeno negli anni ’50, che hanno causato nell’ambiente emissioni di materiale radioattivo. Come sappiamo, Remedios è sempre stata estremamente interessata ai progressi scientifici di cui era una convinta sostenitrice, ma dopo gli esperimenti con la bomba all’idrogeno del 1950, la Varo incomincerà a preoccuparsi di tali effetti. Nell’opera viene raffigurato un geologo che ha subito gli effetti delle radiazioni nucleari. Egli sta esaminando un fiore gigantesco, su un paesaggio spoglio e privo di vegetazione modificato irreversibilmente dalla bomba atomica. In Dalì, ad esempio, la notizia del bombardamento lo ha spinto ad una nuova pittura, impostata sui soggetti classici e ad una profonda conoscenza di sé stesso, in Remedios la certezza che la scienza possa avere degli effetti devastanti sia sul destino stesso dell’umanità, sia sull’ambiente, l’ha indotta a ricercare un punto in comune tra la realtà e il mondo onirico. Ma, come sappiamo, benché Remedios dia una grande importanza all’immaginario, alla fantasia, all’irrazionalità, ogni elemento è studiato con un approccio scientifico, al punto che anche la disposizione degli oggetti presenta un preciso ragionamento che porta alla conoscenza di sé e al personale rinnovamento.

Scoperta di un geologo mutante, 1961

Tra le passioni che la pittrice spagnola avrà a cuore è sicuramente l’amore per gli animali che considera pari agli esseri umani in dignità ed importanza. Questa caratteristica è fermamente insita negli animi delle pittrici surrealiste; infatti, per esempio anche Frida Khalo rappresenta sé stessa sotto forma di un cerbiatto ferito. Remedios Varo si rivede nella figura dei gatti che simboleggiano lo spirito di indipendenza, ma anche il mistero delle antiche conoscenze che possono essere svelate attraverso un percorso esoterico. In “Paradiso dei gatti” Remedios immagina un luogo dove i felini possano vivere in tranquillità, lontano dagli esseri umani.

Paradiso dei gatti, 1955, Messico

Un’altra opera in cui intravediamo una particolare attenzione all’ambiente naturale e, per la prima volta nelle opere di Remedios anche all’aspetto musicale, è “Musica solare”. Nei luminosi colori della terra, una figura avvolta in un mantello fatto di foglie di foresta intrecciate, disegna l’arco di un musicista attraverso un raggio di luce. Laddove il raggio celeste illumina il suolo, le piante svettano verso l’alto e diventano verdi fino a raggiungere i rami superiori degli alberi. Tale “gioco” libera gli uccelli in gabbia dalla loro trappola mentre esplodono in una rinascita color fuoco.

Musica solare, 1955, Messico

L’adesione al surrealismo fu sicuramente influente per Remedios; le ha permesso, almeno all’inizio, di inserirsi in un contesto che non appariva discriminante nei confronti delle donne. A guardare le opere della Varo. Esse esprimono un animo estremamente rivoluzionario, Remedios elaborò un suo personale e originale messaggio per parlare delle donne e ricordare loro la potenza di cambiare il mondo attraverso la conoscenza di sé stesse. A differenza delle opere di Frida Kahlo, che ha raccontato il suo personale dolore e la sua sofferenza, il messaggio all’interno delle opere di Remedios è nascosto, un occhio superficiale e poco attento spesso non coglie l’espressività di queste opere. Si riconoscerà l’influenza del mondo pittorico di De Chirico, El Greco, Goya, ma questo limita lo studio e la complicatezza delle opere della Varo, caratterizzate da profonde analisi psicologiche e sociologiche.

Non è facile per un artista raggiungere la notorietà ed essere apprezzato per il suo lavoro. Gran parte delle volte il proprio impegno artistico viene riconosciuto in tempi postumi. Tale aspetto si è verificato sempre con una certa frequenza, ma effettivamente buona parte di queste riscoperte riguardano solo artisti di sesso maschile; difficilmente abbiamo assistito al medesimo fenomeno per le donne. Eppure, nonostante il loro impegno, il loro lavoro e la loro bravura sono conosciute soltanto ad una piccola cerchia di studiosi. Gli schemi sociali avevano imposto loro dover essere madri, mogli e tutt’al più muse ispiratrici, fonte di ispirazione per migliaia di scrittori, di musicisti e di pittori che l’hanno descritta come un essere straordinario capace di far elevare l’uomo fino al divino. Purché soggetti passivi, fonte di ispirazione artistica ma non in grado di creare arte a loro volta. Nelle figure senza movimento della Varo e soprattutto nelle sue rappresentazioni di spazi ristretti ritroviamo una denuncia della condizione della donna in una società maschilista e, non da ultimo, un rimprovero contro quei colleghi surrealisti che non hanno mai tenuto in alcune considerazione l’arte delle rappresentanti femminili nel movimento. Considerata la situazione femminile nella società di quel momento, ci accorgeremo come le sue opere traducano il clima sociale e politico impegnandosi nella lotta delle donne di fronte alla violenza, al maschilismo e alla misoginia. Decenni di lotta per il riconoscimento di uguali diritti hanno portato in molto paesi al suffragio universale, ma tutt’oggi, nelle stesse nazioni che si definiscono civili, assistiamo a palesi ingiustizie e disuguaglianze mai sanate. Remedios, attraverso i suoi dipinti e la sua vita, ci lascia l’importanza di dare valore a noi stessi, di non rinunciare alla propria libertà e, soprattutto, non arrendersi, qualunque sia la situazione da affrontare.

-Compagna Veronica

Citazioni:

  1. Amabili streghe. Arte e magie di Leonora Carrington e Remedios Varo. Ediz. Illustrata di Serena Montesarchio e Pina Varriale. Ali Ribelli Edizioni, 2021-pag.37
  2. Il paesaggio totemico tra reale e immaginario. Nell’universo femminile di Leonora Carrington, Leonor Fini, Kay Sage, Dorothea Tanning, Remedios Varo di Alessandra Scappini. Mimesis, 2017.
  3. Ibidem
  4. Amabili streghe. Arte e magie di Leonora Carrington e Remedios Varo. Ediz. Illustrata di Serena Montesarchio e Pina Varriale. Ali Ribelli Edizioni, 2021-pag. 52
  5. (André Breton, Manifesto del Surrealismo, 1924)
  6. Amabili streghe. Arte e magie di Leonora Carrington e Remedios Varo. Ediz. Illustrata di Serena Montesarchio e Pina Varriale. Ali Ribelli Edizioni, 2021-pag. 47
  7. AA.VV. La donna surrealista, Mimesis, L’indiscreto, 2018
  8. M. Corgnati, Artiste: dall’impressionismo al nuovo millennio, Mondadori, 2004
  9. Amabili streghe. Arte e magie di Leonora Carrington e Remedios Varo. Ediz. Illustrata di Serena Montesarchio e Pina Varriale. Ali Ribelli Edizioni, 2021-pag. 1
  10. https://jungcurrents.com/varo
  11. https://www.legauche.org/uncategorized/lincoerenza-stalinista/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=lincoerenza-stalinista

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