Reazioni e ripicche al vademecum sui vaccini

— Elisa

Recentemente sono rimasta molto colpita da alcune delle reazioni che il nostro articolo sui vaccini ha suscitato. L’articolo in questione è stato scritto da un nostro membro che ha lavorato attivamente alla produzione del vaccino. L’autore ha addotto una serie di argomenti di carattere scientifico, che sono stati contrastati su Facebook da alcune accuse, peraltro infondate, di natura etico-politica.

Ritengo che il primo problema consista proprio nell’opporre al dato scientifico una considerazione etico-politica. Si tratta di una sorta di fallacia logica, dal momento che i due ambiti di conoscenza sono e restano distinti.
Capita spesso di leggere sentenze che vengono oramai ripetute acriticamente: “è un vaccino sperimentale”, “non si conoscono gli effetti collaterali”, “è stato fatto in troppo poco tempo” sono soltanto alcune delle asserzioni più comuni. Utilizzo proprio il termine “asserzione” perché nella bocca dei no green pass queste frasi, ripetute perentoriamente, non lasciano mai spazio al dubbio. Sono convinti di quel che sostengono, anche se il loro ambito di competenza esula da quello scientifico.
Forse quello di cui oggi abbiamo bisogno è la presa di consapevolezza di essere fallibili. Non siamo semplicemente in grado di addentrarci nella sfera della competenza scientifica senza una preparazione adeguata. Possiamo esprimere delle preoccupazioni politiche, più o meno legittime e fondate, ma distinguendole rispetto al dato scientifico.

Probabilmente sono proprio i social ad amplificare il senso di onnipotenza che proviamo; quel che stupisce, infatti, è che sono talvolta soggetti di media/alta formazione a restare avviluppati nella trappola della pseudoscienza. Abbiamo forse dimenticato che la forma più alta di conoscenza è il sapere di non sapere?
La piazza dei no green-pass è in realtà più variegata di quanto non si creda: accanto ai fascisti di Forza Nuova sono scese anche delle persone piuttosto spaventate, che devono essere ovviamente rassicurate sull’efficacia dei vaccini, e, purtroppo, anche alcuni esponenti della sinistra. È piuttosto rammaricante vedere una certa sinistra, dalla quale noi prendiamo le distanze, condividere la piazza con i fascisti.
Oggi dovremmo ribadire piuttosto la necessità politica di ascoltare la scienza. Quel che stiamo vivendo deve renderci politicamente più lucidi: la scienza, in tal senso, contribuisce notevolmente a rendere più nitida la visione della realtà.

 

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